Con la rinegoziazione è possibile richiedere all'istituto di credito che ha erogato il mutuo di modificare alcune delle condizioni previste dal contratto. Infatti, avendo una durata mediamente lunga è probabile che un mutuo non risulti più conveniente come al momento della sottoscrizione, e che dell'intestatario del contratto sia costretto a ricorrere a questa soluzione anche per un peggioramento della sua situazione finanziaria.

Cosa si può modificare con la rinegoziazione del mutuo?

La rinegoziazione del mutuo non prevede nessun costo extra e in genere viene concessa ai risparmiatori con una situazione finanziaria e creditizia affidabile. Se l'intestatario del contratto ha sempre pagato le rate con puntualità e non emergono casi di ritardi o mancati pagamenti nel suo passato creditizio, allora la banca potrà avere maggiore interesse a non perdere un cliente di questo tipo e sarà più propensa ad accogliere la sua richiesta.

Occorre specificare che le banche non sono tenute ad accettare tutte le richieste, ma hanno il diritto di rifiutare le proposte considerate poco vantaggiose o avanzate da clienti non ritenuti "di qualità". Con la rinegoziazione del mutuo si potranno rivedere alcuni aspetti del contratto, come:

  • l'importo della rata: si può richiedere di abbassare l'importo andando ad allungare la durata del contratto;
  • l'eliminazione delle spese periodiche amministrative: le spese di gestione annuale del contratto o per l'incasso della rata;
  • la tipologia dei tassi d'interesse: passando da fisso a variabile e viceversa;
  • la riduzione dello spread del mutuo.

La rinegoziazione del mutuo è sempre conveniente?

In alcuni casi chiedere la rinegoziazione del mutuo può però rivelarsi un'operazione poco vantaggiosa. Se ad esempio sono state pagate più della metà delle rate previste dal piano di rimborso, e quindi quasi la totalità della quota d'interessi, chiedere la modifica del contratto significherebbe pagare inevitabilmente altri interessi alla banca.

Nel caso in cui il cliente non sia riuscito a pagare 2 o più rate del mutuo e abbia comunicato alla banca il suo stato di difficoltà economica, potrebbe essere lo stesso istituto di credito a proporre una riduzione dell'importo della rata. Infatti, oltre a ridurre il rischio di non vedere rientrare la cifra erogata, l'istituto di credito eviterebbe di sostenere tutte le spese e la trafila burocratica prevista in caso di pignoramento dell'immobile ipotecato e successiva messa all'asta, che nel migliore dei casi potrebbe durare anche 24 mesi.

Cosa fare se la banca non accetta la richiesta di rinegoziazione del mutuo?

Se la banca non accetta la richiesta di rinegoziazione del contratto, il risparmiatore potrà valutare altre soluzioni, come la surroga. Con questa procedura è possibile trasferire il contratto presso un'altra banca in grado di offrire delle condizioni più vantaggiose: tassi più bassi, spread ridotto, spese periodiche e accessorie più contenute. Anche in questo caso l'uscita dalla vecchia banca sarà gratuita e senza penali.

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Il limite della surroga riguarda l'importo richiedibile, che non potrà essere superiore a quello previsto dal debito. L'ipoteca sarà quella del mutuo originario, sarà solo adeguata con l'indicazione del nuovo intermediario. Inoltre, non sarà necessario sostenere spese per il trasferimento o di tipo notarile. Anche le agevolazioni fiscali previste per l'acquisto della prima casa non subiranno variazioni o riduzioni.