Se hai intenzione di comprare una proprietà immobiliare, in autonomia o richiedendo un mutuo per la prima casa, dovrai farti carico di una serie di imposte legate all'acquisto dell'immobile. Oltre all'imposta ipotecaria, all'imposta di registro, all'imposta catastale e all'imposta sostitutiva (quest'ultima prevista in caso di richiesta mutuo) ci sono anche le cosiddette aliquote IVA edilizia.

In seguito all'approvazione degli articoli 10 e 26 rispettivamente del DDL 23/2011 e del DDL 104/2014, le tasse relative al trasferimento di proprietà adibite ad abitazione principale, sono state modificate in favore di una diminuzione del carico fiscale. Andiamo quindi a vedere quali sono le percentuali previste in materia di aliquota IVA edilizia.

Che cos'è l'aliquota IVA edilizia?

Prima di andare a vedere in che misura variano le percentuali delle aliquote IVA edilizia andiamo a chiarire che cos'è l'aliquota IVA edilizia.

Iniziamo dalla definizione di IVA: acronimo di "Imposta sul Valore Aggiunto", rappresenta un'imposta che viene applicata sul valore aggiunto della maggior parte delle fasi di produzione o di scambio di un bene o un servizio. Questa è quindi applicabile anche all'acquisto, costruzione o ristrutturazione di una proprietà immobiliare. In questo caso si parlerà di IVA edilizia.

L'aliquota rappresenta invece il tasso (fisso o variabile) espresso in valore percentuale che viene applicato alla base imponibile (imposta specifica) per calcolare il tributo. Le aliquote IVA edilizia quindi, altro non sono che le imposte applicate sull'acquisto della casa. Rientrano in questa tipologia di tributi anche le imposte applicate alla costruzione della casa o le imposte applicate alla ristrutturazione della casa.

Come anticipato, l'IVA edilizia legata all'acquisto casa è soggetta ad alcune variazioni percentuali a seconda di diversi fattori. Vediamo quindi di seguito in che misura e perché variano le aliquote IVA edilizia.

DA LEGGERE: IVA lavori edili: come varia l'importo?

Aliquote IVA edilizia 2017: cosa c'è da sapere?

In seguito alla Manovra Finanziaria del 2017 e al Decreto Fiscale 2017 sono state introdotte delle novità in materia di aliquote IVA edilizia a seconda della tipologia abitativa sulla quale viene applicato il tributo e in base alla tipologia di acquisto. In particolare è esente da IVA edilizia:

  • l'acquisto prima casa da venditore privato;
  • l'acquisto prima casa da impresa non costruttrice;
  • l'acquisto prima casa da impresa costruttrice (o impresa di ristrutturazione) dopo 5 anni dalla terminazione dei lavori, senza assoggettare l'operazione di IVA;
  • l'acquisto prima casa da venditore privato, impresa non costruttrice, impresa costruttrice o di ristrutturazione che vende dopo 5 anni dalla fine dei lavori, senza assoggettare l'operazione di IVA.

In tutti questi casi l'aliquota IVA edilizia sarà pari allo 0%. È invece prevista un IVA in edilizia del 4% nei seguenti casi:

  • acquisto prima casa da impresa costruttrice o da impresa di ristrutturazione entro i 5 anni dall'ultimazione dei lavori;
  • acquisto prima casa da impresa costruttrice o da impresa di ristrutturazione oltre i 5 anni dalla terminazione dei lavori con assoggettamento delle operazioni di IVA.

È prevista l'IVA edilizia del 10% per l'acquisto di una prima casa da un'impresa costruttrice o di ristrutturazione che vende entro 5 anni dall'ultimazione dei lavori. Infine, qualora l'abitazione sia registrato al catasto come proprietà di lusso, si dovrà prevedere un'aliquota IVA edilizia del 22%.