Le banche popolari cercano nuovi soci, personalità autorevoli che sappiano dare un nuovo slancio al settore creditizio italiano. Sarebbe questa una delle priorità delle banche italiane coinvolte dalla riforma del governo Renzi. L’obiettivo generale dell’intervento è dare slancio all’intero settore che, dopo un lungo periodo di crisi, sembra finalmente trovare qualche spiraglio per la ripresa. Sembra infatti che le famiglie italiane siano tornate timidamente a chiedere dei mutui. Una decisione non facile e comunque preceduta dall’attenta valutazione delle condizioni contrattuali. Infatti una buona strategia per risparmiare, sarebbe quella di mettere i mutui proposti delle banche e dai vari istituti di credito a confronto, per individuare così la formula più conveniente.

Le proposte non mancano e si arricchiscono giorno dopo giorno di nuove opportunità. Basta ad esempio informarsi su Cariparma, o su Barclays e gli altri operatori del settore, per trovare la formula adatta a soddisfare le proprie esigenze.

Banche popolari: ecco i primi candidati

Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, sono queste le regioni coinvolte in misura maggiore dalla riforma Renzi. I nomi cominciano a fioccare, con provenienze molto diverse tra loro. Grandi gruppi industriali, celebri marchi della moda italiana e stimati nomi della finanza, tutti potrebbero diventare i nuovi volti delle banche popolari italiane.

Del resto la storia italiana è ricca di grandi esempi. Uomini partiti con poche risorse e in grado di costruire con impegno e fatica grandi imperi, cresciuti ed esportati nel resto del mondo. Ogni settore dell’economia nazionale potrebbe raccontare una storia diversa ed offrire un valido modello da seguire. È proprio con questo approccio che bisognerebbe selezionare i nuovi soci delle banche.

Per Veneto Banca, ad esempio, oltre al socio Bettega, si potrebbero presto aggiungere alcuni nomi dell’industria italiana dell’abbigliamento, come la famiglia Stefanel, o qualche celebre personalità del settore calzaturiero, come Andrea Tomat a capo di Lotto, Diadora e Stonefly. Non mancano poi nomi già noti nel settore finanziario vicentino, come la famiglia Gresele, o del mondo vinicolo, come Pierluigi Bolla o ancora del settore degli elettrodomestici, come Matteo Zoppas.

Guardando un po’ più in là, a Brescia, tra i primi azionisti della banca spuntano i nomi delle famiglie Folonari, imprenditori del vino e Gusalli Beretta, industriali delle armi; mentre per Bergamo si mormora il nome dell’ex presidente Emilio Zanetti. Anche per l’Emilia Romagna funziona lo stesso meccanismo. Luigi Cremonini, nome incontrastato della settore alimentare, e Piero Ferrari, re del settore automobilistico, concorrerebbero alla candidatura.

Tutti grandi nomi di aziende quotate, diventate solide realtà dell’economia nazionale, con una forte esperienza nel settore finanziario. La speranza è che la loro competenza permetta di dare un nuovo slancio al settore creditizio, renderlo più forte ed ancorato ai valori nazionali. L’unica strada per rendere l’economia italiana più competitiva nello scenario europeo.