Il settore mutui subisce una fase di involuzione che si protrae da diversi anni. I rubinetti delle banche sono stati serrati e l’accesso al credito è diventato più complicato. In molti hanno saputo sfruttare le potenzilità del web per informarsi su come calcolare la rata del mutuo, comparare i diversi tassi, richiedere preventivi online. Il rapporto fra richiedente e istituto ha anche mutato il proprio paradigma ma le difficoltà permangono. Non solo è difficile accedere ai finanziamenti, ma anche chi è riuscito a ottenerne, ora fa i conti con le difficoltà nel far fronte al pagamento delle rate.

Le pressioni del credit crunch Vs risorse del web, in pratica. La possibilità di porre i tassi Barclays a confronto con quelli di Mutuo Arancio, Cariparma ecc. agevola i mutuatari, le politiche di preservazione portate in dote dal blocco dell’economia (e del settore immobiliare in particolar modo) reprimono il settore. La Legge di stabilità 2015, ora al vaglio del Senato dopo il sì della Camera, propone all’interno del disegno un provvedimento per dare respiro a cittadini e piccole e medie imprese.

Da un accordo fra Ministero dell’Economia, Ministero dello Sviluppo Economico, Abi, associazioni per le imprese e per i consumatori è scaturita una proposta di moratoria che permetterà a mutuatari in difficoltà, famiglie e Pmi, di sospendere il pagamento del finanziamento nel triennio 2015-2017. Mancano ancora i dettagli dell’accordo, il quale dovrebbe essere sancito entro la fine di marzo prossimo.

La moratoria dovrebbe prevedere la sospensione della rata, mentre il contraente continuerebbe a versare il canone d’interesse mensile. Ovviamente, il primo ostacolo da superare – anche se non sembrano esserci intoppi al momento – è l’approvazione della Legge di Stabilità 2015.

Non si tratta di una soluzione inedita, anzi. In periodo di stretta del credito, la moratoria è stata fortemente utilizzata per dare respiro ai mutuatari. Già dal 2009, la moratoria ha rappresentato uno dei provvedimenti più significativi nella lotta contro il credit crunch che da anni si è abbattuto sul settore creditizio italiano e non solo.