In questo periodo in cui la stretta del credito resta comunque forte, nonostante alcuni segnali positivi, solo chi ha una situazione finanziaria stabile riesce a trovare un mutuo conveniente e, soprattutto, a ottenere l'erogazione effettiva del denaro. I trend su domanda di mutui ed erogazioni stanno tornando infatti a essere positivi per le famiglie, mentre il credito alle imprese stenta a ripartire.

Visto il livello dei tassi di interesse, specialmente per i mutui a tasso variabile, in netta discesa rispetto al periodo più nero dopo la crisi, stipulare un mutuo ora permetterebbe di ottenere condizioni molto buone. Per questo sono in aumento anche i clienti che scelgono di chiedere la surroga del mutuo, ovvero il trasferimento del proprio finanziamento ad altra banca, in cerca di tassi più bassi.

Una delle domande più frequenti che si pone chi decide di stipulare un mutuo è quella che riguarda la durata del mutuo stesso, ovvero la scadenza entro la quale il mutuatario dovrà rimborsare interamente alla banca il capitale erogato con i relativi interessi maturati. Si tratta di un parametro che bisogna definire in sede di contrattazione, d'accordo con l'istituto di credito, e che in parte influenzerà il tasso di interesse da pagare e, di conseguenza, la quota mensile o bimestrale della rata.

La durata del mutuo potrà variare a seconda delle esigenze del cliente: più un mutuo è lungo, tuttavia, più alti saranno gli interessi richiesti, questo perché in parallelo alla durata dell'ammortamento, la banca deve considerare il rischio di insolvenza del mutuatario. Quindi, banalmente, più tempo dura il mutuo, più rischioso sarà l'investimento fatto dalla banca. Il periodo di rimborso di un mutuo può andare da un minimo di 5 anni ad un massimo di 30 anni, anche se di recente, alcuni istituti eroganti offrono finanziamenti più lunghi, fino a 40 o 50 anni.

Più nello specifico è utile spiegare che se la durata del mutuo è breve, significa che l'importo della rata mensile sarà più alto, mentre gli interessi da corrispondere alla banca più bassi. La normativa attualmente in vigore non permette la stipula di contratti di mutuo che prevedano un periodo di rimborso inferiore a 5 anni. Viceversa, se la durata del mutuo è lunga, l'importo della rata sarà più basso, ma aumenterà lo spread richiesto dalla banca. Di conseguenza anche il rimborso totale sarà più elevato.

Il periodo di durata del mutuo potrebbe influire anche sulla scelta del tasso d'interesse tra fisso e variabile: il primo, infatti, potrà essere poco vantaggioso per un mutuo lungo, visto che il tasso fisso non consente di beneficiare di eventuali cali dei tassi che si possono manifestare nel lungo periodo sul mercato. D'altro canto, il tasso fisso espone a meno rischi di quanto non faccia il tasso variabile, dal momento che la rata decisa in anticipo dal contratto non potrà cambiare.