In questi anni di dura crisi e di caccia al risparmio, chi vuole uscire dalla propria casa natale è costretto a scegliere un mutuo casa conveniente che gli consenta, piano piano, di diventare reale proprietario di un bene immobile: si tratta di una decisione da non prendere alla leggera, così ecco che diventano sempre più utili i portali di confronto online per trovare la proposta più adatta.

Da recenti notizie diffuse dal Crif, apprendiamo inoltre che il traffico su questi portali è probabilmente aumentato, data la crescita delle richieste di mutuo tra le famiglie italiane: muovendosi per confrontare i prodotti di Barclays e quelli di altri istituti di credito, evidentemente i consumatori stanno cominciando a sentire meno il peso della crisi, o semplicemente provando a fronteggiarla con coraggio.

Quale sia la motivazione, si registra comunque una crescita rispetto ai precedenti due anni: certo, rispetto al mese di gennaio 2014, in cui si era raggiunto un +10,5%, febbraio è stato più "magro", scendendo di un paio di punti percentuali rispetto a questa soglia.

Nel 2011 a febbraio si registravano il 48,2% in più delle domande rispetto al mese di febbraio 2014, quel che conta però è che il mercato si stia riprendendo, e il continuo segno "+" di fronte alle percentuali fa di certo ben sperare.

Certo, non è detto che alle domande corrispondano equivalenti erogazioni: il 2012 aveva visto crollare il numero di mutui emessi, fino a dimezzarli rispetto al 2011, così il 2013 li ha visti scendere ulteriormente di 8 punti percentuali.

Adesso però si spera in meglio anche grazie al maggior numero di plafond messi a disposizione dalle banche per le famiglie italiane. Altro aspetto da guardare con attenzione è inoltre uno spread che cala nelle proposte di alcuni istituti (sebbene per loan to value bassi, ovvero per quote limitate di mutuo in base al valore totale dell'abitazione).

Aumentano le domande, ma a fronte di importi richiesti più bassi, pari oggi a 124 mila e 88 euro nella media, contro ad esempio al più florido dato del 2010 (media di 140mila e 877 euro).

Le durate dei mutui continuano a restare quelle di un tempo: si preferiscono ancora mutui "alla lunga", tra i 25 e i 30 anni (28,5%) contro i 22,2% di durata 15 - 20 anni.

Dopo dati piuttosto incoraggianti per un periodo di generale contrazione, si può continuare a sperare, aspettando notizie maggiori sul fronte accordo Abi e Cassa depositi e prestiti: infatti, l'attesa è che eroghino 2 miliardi e contestualmente attivino accordi con i singoli istituti di credito.