Lo scorso 30 marzo si è definitivamente chiuso il "Piano Famiglie", l'accordo tra Abi e Associazioni dei Consumatori che prevedeva la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per 12 mesi a fronte del verificarsi di un evento negativo che causasse difficoltà nel far fronte alle stesse.

Per continuare a sostenere le famiglie in difficoltà oggi, grazie al rifinanziamento da parte del MEF del Fondo di Solidarietà, è possibile accordare la sospensione per 18 mesi, agevolazione richiedibile anche da parte di coloro che hanno già usufruito del Piano Famiglie, quindi per i 6 mesi rimanenti.

Tale intervento ministeriale (datato 12 aprile 2013 recante Modifiche di attuazione al Fondo di solidarietà) mira ad accrescere la sostenibilità finanziaria delle operazioni di credito da parte di quelle famiglie ancora nella morsa di gravi situazioni di disagio economico e lavorativo che rimane l'unica iniziativa a loro favore, a causa della mancata proroga per esaurimento delle risorse finanziarie del Fondo, sospeso a luglio 2012.

Il riavvio dell'operatività di sostegno, in vigore dal 27 aprile 2013, comporta determinati requisiti e condizioni per l'accesso a tali agevolazioni:

  • la proprietà sull'immobile oggetto del contratto di mutuo deve rappresentare l'abitazione principale del beneficiario
  • l'importo erogato non deve superare i 250mila euro, in ammortamento da almeno un anno
  • il reddito del nucleo familiare non deve essere superiore ai 30mila euro

Gli eventi negativi che danno l'ammissione al beneficio sono i seguenti:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato o non subordinato (come ad es. i rapporti di agenzia, di rappresentanza ed altri rapporti di collaborazione che si concretizzino in una prestazione di opera continuativa personale) con determinazione dello stato di disoccupazione
  • morte o riconoscimento di invalidità permanente grave, ovvero invalidità civile non inferiore all'80% (ovviamente in caso di cointestazione tali eventi possono riguardare anche uno solo dei mutuatari).

Una differenza importante tra il Fondo di solidarietà e il Piano Famiglie consiste nel trattamento della quota interessi delle rate sospese. Se prima infatti veniva "spalmata" sulle rate rimanenti, ora questi interessi sono, in parte, pagati dal MEF (quota accreditata direttamente alle banche) ed il mutuatario si troverà quindi a rimborsare la sola componente SPREAD ripartita sulle rate residue.

Ovviamente, per garantire tutto ciò, non deve sussistere ritardo nel pagamento delle rate, almeno non superiore a 90 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda.