La crisi finanziaria e le difficoltà del mercato immobiliare spingono l'offerta di formule di acquisto alternative. Una di queste è il "Rent to Buy Scheme", ovvero lo "schema della locazione preparatoria all'acquisto".

Fino a qualche anno fa con il mutuo al 100%, bastava possedere un 10% di liquidità per far fronte ai costi accessori della compravendita (istruttoria mutuo, perizia immobile, accensione ipoteca, rogito notarile, imposte, commissioni di agenzia), adesso, che le banche non erogano più dell' 80% del valore di perizia dell'immobile, bisogna disporre del 10% + il 20% non più coperto dal mutuo.

Il "Rent to Buy" è un programma preparatorio all'acquisto che consente di entrare subito nell'abitazione scelta, dapprima in locazione e successivamente nella piena proprietà, al completamento del processo di acquisto ad un prezzo pattuito e bloccato sin da oggi. Il Rent to Buy è caratterizzato da un'estrema flessibilità e dalla garanzia di adeguati paracadute e ammortizzatori è basato su contratti regolamentati e trascritti dal Notaio, con garanzie a entrambe le parti; si può cedere a terzi per recuperare le somme accantonate.

La formula del Rent to non va a sostituirsi al sistema bancario per finanziare l'acquisto di un immobile, ma aiuta il potenziale acquirente ad ottenere i requisiti per rientrare nei parametri che oggi sono chiesti dalle Banche prima di concedere un mutuo. Rinviando, infatti, il rogito notarile e, di conseguenza, l'accensione del mutuo, l'acquirente ha la possibilità di crearsi uno "storico creditizio", finalizzato a migliorare il proprio rating
(punteggio) per ottenere poi il mutuo con più facilità, inoltre, l'acquirente, versando mensilmente al venditore
(costruttore o privato) un importo equivalente ad un normale affitto, se ne vede accantonare il 50%
come acconto sul prezzo, elevando così il suo deposito iniziale senza appesantire il proprio bilancio familiare.

Grazie alla sua flessibilità il "Rent to Buy" si presta a risolvere molte altre problematiche ed in particolar modo quella, assai diffusa, di chi, per acquistare una nuova casa deve prima venderne un'altra; permette, inoltre, ai venditori di recuperare la fascia media e di evitare di tenere invenduti gli immobili. Si trovano così a risparmiare così sui costi di manutenzione, cominciano a recuperare una parte dell'investimento mediante l'affitto ed evitano di accollarsi fabbricati che nel corso del tempo subiranno un naturale processo di obsolescenza costruttiva e tecnologica. Indubbiamente pagheranno degli interessi rispetto a una vendita immediata, ma questi saranno recuperati attraverso il canone di locazione.

Il contratto resta fra acquirente e venditore, che, come poche volte succede, mediante questa forma di compravendita, possono riuscire a soddisfare contemporaneamente i propri interessi.