Negli ultimi mesi il settore immobiliare è stato fortemente penalizzato dalla stretta creditizia messa in atto dalle banche. Per agevolare la ripresa di questo settore da tempo si pensa a delle valide alternative al mutuo per la compravendita degli immobili: tra i contratti più richiesti i sono quelli già usati nel mondo anglosassone che possono benissimo adattarsi al mondo italiano.

La prima possibilità è data dalla vendita con riserva di proprietà, un contratto di compravendita dove il passaggio di proprietà è differito nel tempo, a causa del pagamento rateale del prezzo di acquisto. A tutela del venditore, il compratore entra in possesso della casa ma, fino al pagamento dell'ultima rata, non ne diventa proprietario.

Un'altra soluzione è data dall'affitto con patto di futura vendita. Si tratta di un contratto stipulato tra l'inquilino e il proprietario dell'immobile, grazie al quale si può acquistare la casa dopo un periodo temporale di tempo stabilito e precisato nello stesso contratto. Grazie all'affitto a riscatto l'inquilino resta nella casa in affitto per un periodo che può andare da 1 a 5 anni dopodiché ha la possibilità di ricattare, tramite rogito, l'immobile. Il rent to buy si suddivide, generalmente, in tre fasi:

  • Versamento della caparra quando si è firmato il contratto
  • Versamento periodico mensile
  • Versamento in un'unica tranche della quota capitale finale

L'ultima soluzione è data dalla nuda proprietà: non si caratterizza come una vendita rateale ma può essere una forma di compravendita utile per abbassare il prezzo dell'immobile. Alla nuda proprietà ricorrono solitamente le persone che vogliono investire in un immobile e non chi vuole acquistare la sua prima casa.