La crisi economica investe tutti i settori nondimeno quello immobiliare. Secondo i dati che ha recentemente diffuso l'agenzia del territorio le compravendite di immobili residenziali sono in forte calo, si registra che nel terzo trimestre c'è stata una diminuzione del 26,8%, anche i dati relativi alle compravendite immobiliari hanno fatto registrare una notevole flessione pari al 25,8%. La flessione del terzo trimestre è la peggiore registrata dal 2004.

Secondo Gianni Guerrieri direttore centrale dell'Agenzia del Territorio, se il trend negativo proseguirà anche nel terzo trimestre, è possibile che si arrivi a meno di 500 mila unità compravendute nell'anno, dato che ci riporta alla metà degli anni '80. Il crollo delle compravendite, sempre secondo Guerrieri, è indipendente dall'introduzione dell'IMU, infatti iI problema non è direttamente riferibile alla tassazione, ma è ben più profondo, insito nello stesso sistema economico.

Se si analizzano le diverse aree geografiche,sono il Nord e il Centro del paese a mostrare le perdite peggiori rispettivamente con un -28,2% e un -29,6%. Leggermente più confortante è invece il quadro che si delinea al Sud, dove si registra un -22%. Stando ai dati presentati dall'Agenzia del Territorio, nel 2012 saranno grossomodo 455mila gli immobili acquistati e venduti. Insomma stando ai dati appare chiaro che il settore è in forte crisi. Per quanto riguarda poi il settore residenziale, che comprende le abitazioni, si registra un vero e proprio black out. Il volume delle unità immobiliari prese in esame è sceso al di sotto di100 mila. Il trend negativo investe anche i settori non residenziali, con il segmento del commerciale che cede il 29,7%, seguito dal terziario in discesa del 27,6% e dal comparto produttivo con un -25,9%.

Sono le grandi città italiane come ad esempio Bologna -30% , Roma -27,5%, Milano -27,2% , Firenze -26,6% a fare registrare i dati più sconfortanti situazione un po'meno deludente a Napoli in cui si registra solo un lieve calo dello -0,4% ma il dato è negativo rispetto agli altri soltanto perché il capoluogo campano già da tempo è in perdita. Situazione analoga poi si registra anche nei comuni della provincia delle principali città, un dato per tutti è quello dell'hinterland della capitale anche qui c'è da segnalare una flessione del 32,6%.