Il mercato immobiliare e il mercato dei mutui sono in attesa delle novità previste dall'Imu, la nuova tassa sulla casa che sostituisce l'Ici. Con 241 sì, 20 no e 2 astenuti, il decreto fiscale ha ottenuto il via libera in Senato, portando con sé numerose novità sulla nuova imposta immobiliare. Ciò che appare certo è che famiglie e imprese potranno fare i conti definitivi solo in autunno, quando cioè si avranno le aliquote definitive che serviranno per il saldo di fine anno.

Il primo acconto avverrà a giugno e la rata consisterà nel 50% del dovuto applicando l'aliquota base (4 per mille per la prima casa, 7,6 per mille per gli altri immobili tranne quelli strumentali all'attività agricola, che si attestano al 2 per mille) e la detrazione già fissata per la prima abitazione. Entro dicembre il Governo avrà tempo per modificare le aliquote in base al ricavo della prima rata dell'Imu. Tutto questo dovrà però tener conto anche delle decisioni dei Comuni in merito alle addizionali che dovranno essere prese entro il 30 di settembre.

Dal decreto legge, in merito all'Imu, sono previsti sconti per le case storiche o di interesse artistico; completamente esenti dal pagamento saranno gli immobili dissestati da terremoti. È stato alleggerito il settore dell'agricoltura, mentre gli anziani nelle case di riposo, per ora, dovranno comunque pagare l'Imu sulla propria abitazione. Gli immobili delle fondazioni bancarie che non producono reddito rimangono esenti dalla tassa.

Arriva anche la nuova Imu per i fabbricati strumentali rurali (che devono essere accatastati entro il 30 novembre): la prima rata sarà pari al 30% del totale dovuto. È stato fissato un tetto di prelievo Imu per il settore agricolo,che prevede un massimo di 135 milioni di euro per i fabbricati rurali e di 88 milioni di euro per i terreni agricoli. I fabbricati rurali di tutti i comuni montani rimangono fuori.

Molte sono le questioni che sono rimaste irrisolte, per cui si potranno ancora avere sostanziosi cambiamenti con il passaggio alla Camera. Anzitutto rimane la questione degli anziani che risiedono nelle case di riposo, poi c'è il problema delle case affittate a canone calmierato che hanno perduto l'agevolazione e delle case invendute delle imprese costruttrici. Questi sono solo alcuni dei nodi che dovranno essere risolti. A questi si aggiungono le forti incertezze gestionali per i Comuni e il rischio di un ulteriore incremento della pressione fiscale nella seconda metà dell'anno.