La situazione generale del settore dei mutui nel 2011 non appare per nulla rosea: secondo i dati Crif relativi a 78 milioni di posizioni creditizie , l'andamento della domanda di mutui e le variazioni delle percentuali nel 2011 mostrano un quadro piuttosto preoccupante.

Da una parte Banca d'Italia, in base ai dati della RBLS (Regional Bank Lending Survey), nei primi sei mesi del 2011 ha registrato un andamento stazionario della richiesta di mutui in tutto il Paese e le previsioni per il secondo semestre non sembrano preannunciare una ripresa, quanto piuttosto un ulteriore irrigidimento, anche se inferiore a quello che si è avuto nel primo semestre. A giugno 2011 il tasso di rischiosità relativo alla concessione di mutui è rimasto più o meno stabile rispetto a quello del giugno precedente e il tasso di decadimento in quei 12 mesi è rimasto compreso tra l'1,2% del Centro Italia e l'1,5% del Mezzogiorno. I tassi di interesse hanno visto una crescita del 3% rispetto agli stessi valori della fine del 2010 e il TAEG medio è rimasto più alto nel Mezzogiorno (3,5%), e più basso nel Nord-Est (3,1%).

Abi ha mostrato come in Italia la domanda di prestiti abbia visto un consolidamento alla fine di ottobre: la crescita dei mutui a settembre è stata del 5%, mentre ad agosto era del 5,1%. Nel complesso, però, nel corso del 2011 si è assistito ad un generale decremento della richiesta di mutui del 14% rispetto al 2010. Il confronto rispetto agli anni precedenti mostra un quadro di continua contrazione della domanda dei mutui da parte degli italiani per l'acquisto di immobili.

Questi dati portano in luce l'atteggiamento con cui le famiglie italiane si apprestano all'apertura di un mutuo: davanti a un'aspettativa sempre più incerta rispetto alla situazione finanziaria, gli italiani cercano di evitare ogni situazione di indebitamento che li esponga a rate troppo elevate. Per quanto riguarda la durata dei mutui, quella tra i 25 e i 30 anni è la preferita dagli italiani (31%) ed è anche in crescita rispetto al 2010 (+1,8%). In relazione alle richieste, si registra una crescita della quota di domanda delle fasce di importo più basse. Infine, per quanto riguarda l'età dei richiedenti, la fascia d'età tra i 34 e i 45 anni si conferma quella più propensa a richiedere un mutuo.

La situazione attuale, con la decisione della Bce di diminuire i tassi dal 1,25% all'1%, potrebbe portare chi vuole richiedere un mutuo a sfruttare buone occasioni, soprattutto sui mutui a tasso variabile: chi scegliesse questa opzione potrebbe pagare interessi non troppo elevati almeno per i prossimi due anni. Per chi, invece, non vuole rischiare di dover affrontare possibili rincari, i mutui a tasso fisso rappresentano la scelta più adatta.

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