È il mutuo la principale voce a incidere sui debiti delle famiglie italiane. Lo attestano i dati relativi al periodico supplemento al Bollettino statistico della Bancad'Italia in riferimento al 2009 e al primo trimestre del 2010. Lo scorso anno i debiti delle famiglie italiane sono cresciuti toccando i 900 miliardi di euro, +1,8% rispetto al 2008, mentre nei primi tre mesi del 2010 è aumentato di 24 miliardi di euro attestandosi a 797,611 miliardi con una percentuale del 3%.

Secondo gli esperti di Bankitalia a pesare sull'aumento c'è soprattutto il debito da mutuo che da solo segna un aumento di oltre 15 miliardi di euro attestandosi a 615,782 miliardi con un +2,6%. In un momento di relativa contrazione del debito pubblico in Italia cresce perciò il debito privato. La maggioranza dei debiti degli italiani sono contratti per il mutuo casa, ma si registra un'impennata anche delle richieste di prestiti e finanziamenti a breve termine. Una corsa al credito al consumo come non mai nel nostro Paese, sembra che gli italiani abbiano imparato a comprare a rate come negli Stati Uniti o coi ritmi del resto dell'Europa.

I prestiti a breve termine, sempre su base annua, sono lievitati da 55,803 a 61,307 miliardi di euro (+5,504 miliardi) con un aumento del 9%. Ma anche le imprese hanno alzato l'asticella dell'indebitamento, segnando un aumento annuo delle passività del 3,3%.

Questa fotografia di Bankitalia preoccupa i sindacati secondo i quali "i dati diffusi confermano il peggioramento della condizione delle famiglie italiane che stanno pagando il prezzo piu' alto della crisi economica, mentre i segnali positivi della ripresa tardano a tradursi in benefici per loro, costringendole a comprimere i consumi e a ricorrere all'indebitamento".

La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il riferimento alla fonte e all'attivazione di un link di riferimento.