Bankitalia lancia l'allarme: aumentano le famiglie in difficoltà nel rimborsare le rate di prestiti e mutui. Nella sua relazione annuale delinea un quadro non proprio roseo sull'indebitamento delle famiglie italiane. La quota di prestiti incagliata ha raggiunto il 2,8% a marzo di quest'anno.

Significa che i debitori hanno o avranno difficoltà a pagare gli interessi o il rimborso del capitale a scadenza. Di più, sono aumentate anche le insolvenze (ossia i non pagamenti tout court) che hanno raggiunto quota 1,4% (+0,3% dal 2009). La causa principale di questo dato è la difficile situazione del mercato del lavoro. I dati Istat parlano infatti di 370mila posti di lavoro perduti in un anno. In questo quadro di estrema precarietà non stupisce la battuta d'arresto nel 2009 dei mutui primi casa.

L'anno scorso sono stati erogati in totale 50 miliardi di euro in mutui per l'acquisto dell'abitazione principale, il 9% in meno rispetto al 2008. Nonostante la crescente disoccupazione che coinvolge soprattutto i giovani, nei primi mesi del 2010 le richieste hanno subito una accelerazione. Certo ora il tasso variabile conviene, ma il contraente si trova esposto alle fluttuazioni del mercato, come fare per ridurre i rischi?

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