La scelta dei tassi d'interesse rappresenta uno degli aspetti più importanti da valutare quando si sottoscrivere un mutuo, o una qualunque altra soluzione di finanziamento. Infatti, la scelta tra un tasso fisso e uno a tasso variabile comporta sempre delle conseguenze dirette sull'importo della rata di rimborso, che potrà rimanere invariato per tutta la durata del contratto nel caso del tasso fisso, oppure cambiare in seguito alle variazioni dei mercati.

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Cosa sono i tassi d'interesse?

Tutte le soluzioni di finanziamento, e non solo i mutui, prevedono infatti l'applicazione di tassi d'interesse, che rappresentano il costo del denaro, ovvero una sorta di "compenso" richiesto da tutte le banche e società finanziarie per prestare del denaro per un certo periodo di tempo. I tassi di interesse sono espressi in valore percentuale e risentono delle variazioni sui mercati, con immediate conseguenze sull'importo delle rate di rimborso.

Tasso variabile e tasso fisso del mutuo: che cosa cambia?

Il mercato creditizio prevede diverse tipologie di tassi di interesse. I più diffusi sono i tassi fissi e i tassi variabili, a cui si aggiunge una terza tipologia, i tassi misti. Quest'ultimo consente di passare da una tipologia di tasso – dal fisso al variabile e viceversa – nel corso della durata del contratto. A seconda del tipo del tipo di interesse, l'importo della rata sarà determinato dal valore di alcuni indici di mercato riscontrati al momento della sottoscrizione del mutuo.

Accendendo un mutuo a tasso fisso, la percentuale di interessi viene fissata dalla banca al momento della stipula del contratto facendo riferimento al cosiddetto Eurirs (o IRS, Interest Rate Swap), un indice stabilito giornalmente dalla Banca Centrale Europea. Il suo valore è diffuso dalla Federazione Bancaria Europea, un'associazione indipendente dalla BCE che raccoglie i principali istituti di credito dell'Unione Europea,

Optando invece per un mutuo a tasso variabile, la percentuale di interessi viene stabilita dall'istituto creditizio in base all'indice di riferimento Euribor (acronimo di EURo InterBank Offered Rate). Questo tasso indica la media dei saggi cui avvengono le transazioni finanziarie, tra le principali banche europee, e viene calcolato in base a scadenze variabili.

Un terzo indice valutato al momento della sottoscrizione del mutuo è tasso BCE. Questo valore è stabilito dalla Banca Centrale Europea e rappresenta l'indice di riferimento per i prestiti concessi alle banche dell'Unione Europea.

Mutuo a tasso fisso o variabile: quale conviene?

Stando alla distinzione sopra citata, la differenza tra finanziamenti a tasso fisso e variabile riguarderà le possibilità di variazioni della rata di rimborso. Con il tasso variabile è infatti possibile che l'importo della rata possa subire delle variazioni nel corso del contratto, proprio per effetto delle variazioni dei mercati finanziari. Tuttavia, il tasso variabile conviene se si desidera usufruire di una rata iniziale più bassa.

In caso di aumenti sostanziali sulla rata di rimborso sarà possibile ricorrere alla rinegoziazione del mutuo, una formula che consente di ricontrattare alcune condizioni del finanziamento, compresi il valore e la tipologia di tasso di interesse. Qualora la banca fosse disponibile ad attuare questa operazione, si potrà anche richiedere di passare dal tasso fisso a quello variabile.

Il tasso fisso conviene a coloro che desiderano sapere fin da subito l'importo esatto della rata del mutuo e quindi a quanto ammonta esattamente il debito maturato verso la banca. Questa forma di finanziamento prevede delle percentuali di interessi più alte rispetto a quelle con tasso variabile, ma garantiscono di rimanere al sicuro da eventuali rialzi sul finanziamento acceso.