L'imposta sostitutiva rientra tra le voci di spesa da considerare prima della sottoscrizione del mutuo. Infatti oltre alla scelta della tipologia dei tassi d'interesse del mutuo – fisso, variabile o misto – sono molte altre le voci di spesa che occorre considerare prima della sottoscrizione del contratto. L'imposta sostitutiva non rientra solo tra queste voci di spesa del mutuo, ma è prevista anche in quelle tipologie di finanziamenti con una durata superiore ai 18 mesi. Con l'aiuto degli esperti di SuperMoney ti forniremo tutte le informazioni utili per capire il valore di questa voce di spesa.

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Che cos'è l'imposta sostitutiva del mutuo?

L'imposta sostitutiva del mutuo è stata introdotta dal con il DpR n. 601 nel 1973 e applicata non solo ai mutui, ma a tutti quei finanziamenti sottoscritti in Italia che prevedono una durata medio-lunga che possono godere di particolari agevolazioni fiscali. Nel comparto mutui, l'imposta sostitutiva viene applicata ai mutui ipotecari e ai mutui chirografari, e anche nell'aperture di credito in conto corrente ipotecarie.

L'imposto sostitutiva del mutuo rappresenta quindi una tassa che, come facilmente intuibile dal nome, viene pagata in sostituzione di altre imposte. Il suo valore viene calcolato in termini percentuali. Con il Decreto n.601 del 29/09/1973 è stato poi deciso che i mutui sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecarie e catastali e dalle tasse sulle concessioni governative.

Imposta sostitutiva per i mutui prima casa

Come dicevamo questa voce di spesa è prevista per tutti i finanziamenti e mutui con una durata superiore ai 18 mesi. Questo tipo d'imposta sostitutiva viene pagata alla banca o alla una società finanziaria che hanno erogato il mutuo. A tal proposito occorre fare una precisazione. Infatti nel caso in cui il mutuo è finalizzato all'acquisto della prima casa, l'importo verrà calcolato nella misura dello 0,25% sull'importo erogato.

Se invece il finanziamento non si riferisce all'acquisto di una seconda abitazione e delle relative pertinenze (box e cantina) si utilizza un'aliquota del 2%, che verrà sempre applicata sul valore complessivo dei finanziamenti. Questi valori vengono applicati anche nel caso di mutui cointestati.

Nel caso di mutui finalizzati all'acquisto, ristrutturazione o la costruzione di immobili diversi dalle abitazioni, come ad esempio negozio, uffici o magazzini, l'aliquota è pari allo 0,25%.

Le altre voci di spesa del mutuo

L'imposta sostitutiva presenta solo una delle spese che bisognerà affrontare con la sottoscrizione del mutuo. Per valutare la reale convenienza di un contratto bisogna infatti valutare anche questi indicatori:

spese di istruttoria: relative all'apertura e gestione della pratica mutuo:

spese per la perizia tecnica: relative all'intervento di un perito che certifica il valore commerciale dell'immobile;

spese notarili: relative all'intervento del notaio che redige l'atto di compravendita, e le imposte dovute allo Stato per l'attività contrattuale;

costi assicurativi: che includono l'assicurazione obbligatoria per scoppio e incendio, ed eventuali polizze assicurative facoltativa, sottoscritte a discrezione dell'intestatario del contratto.