L'acquisto dell'abitazione principale è sempre un'operazione importante, quasi sempre accompagnata all'accensione di un mutuo prima casa. Oltre agli interessi e alle spese notarili, chi accende un finanziamento per l'acquisto casa deve farsi carico anche di tasse, che in alcuni casi sono dell'imposta sostitutiva sul mutuo prima casa. Ma di cosa si tratta precisamente? Continua a leggere per scoprirne di più!

Imposta sostitutiva mutuo prima casa: cos'è?

L'imposta sostitutiva, detta anche aliquota sostitutiva, è una agevolazione fiscale siglata dal decreto legge n. 601 del 29/09/1973 e dalle sue successive modifiche. Questa comporta che, per i mutui idonei, si paghi un'unica imposta complessiva che è pari allo 0,25% sulla cifra complessiva finanziata.

Ciò significa che, su un mutuo ad esempio di 100.000€, l'imposta sarà pari a 250€, da pagare sempre in modo scaglionato all'interno del mutuo in sostituzione alle imposte di bollo, alle tasse di registro e simili. Non sarà infatti necessario pagare nessun'altra imposta, se non appunto l'aliquota in questione.

A questo punto però è lecito chiedersi: quali sono i mutui idonei ad avere questo tipo di agevolazione? I mutui in questo caso debbono essere necessariamente accesi solo e soltanto per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Se quindi sei già allocato in una abitazione, l'imposta sostitutiva entra in vigore solo se manifesti la volontà di trasferimento della tua residenza e il passaggio della prima casa al nuovo locale.

Il mutuo deve inoltre avere una durata di oltre i 18 mesi, cosa in realtà abbastanza semplice visti i prezzi delle abitazioni. Chiaro che per alcune ristrutturazioni di entità non importante potrebbero non rientrare nei mutui con i requisiti idonei, poiché magari troppo brevi. Altro requisito importante è che il mutuo deve essere offerto da un istituto bancario tradizionale e non da società finanziarie: all'atto pratico deve essere semplicemente una banca.

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Imposta sostitutiva mutuo prima casa: i casi esclusi

L'imposta sostitutiva sul mutuo prima casa è, come dice lo stesso nome, una agevolazione offerta solo a coloro che accendono un mutuo per la propria abitazione principale. Cosa succede, invece, per chi accende un mutuo sulla seconda casa?

In questo caso l'aliquota sostitutiva esiste, ma è solo meno conveniente. Questa infatti, non è pari allo 0,25% sulla cifra finanziata, bensì al 2% sulla cifra finale. Se ad esempio quindi accendi un mutuo sulla seconda casa pari a 100.000€, l'aliquota sarà pari a 2.000€.

Inoltre, come abbiamo detto, i mutui sotto ai 18 mesi piuttosto che quelli accesi con società differenti dalle classiche banche non possono godere di tale sovvenzione. In quel caso, le imposte regolari da pagare sono:

  • Imposta di registro fissa: 168€
  • 0,5% sulle garanzie rilasciate
  • 2% di imposta ipotecaria
  • 0,5% per l'imposta sulle ipoteche concesse
  • Imposta di bollo sul contratto per ogni foglio di 14,62€ (ogni foglio 14,62€, proprio così)
  • Imposta sulle cambiali
  • Imposta sulle ricevute di pagamento