Se sei impegnato nella ricerca di un'offerta mutuo conveniente per acquisto prima casa, prima di sottoscrivere il finanziamento è sempre bene controllare anche il valore dell'aliquota IVA edilizia collegata all'immobile che hai intenzione di comprare. Continua a leggere questo articolo per capire  che cos'è e come si calcola l'aliquota per la proprietà edilizia.

Aliquota IVA in edilizia: la classificazione catastale

Per quanto riguarda l'aliquota IVA per l'edilizia, il 2017 vede l'arrivo di alcune importanti novità. Questo lo si deve ai nuovi criteri presenti all'interno della Manovra Finanziaria del 2017 e dal Decreto fiscale. Quindi, se sei alla ricerca delle informazioni più aggiornate per quanto riguarda l'aliquota IVA edilizia, questo inizio anno ha in serbo alcune particolari novità da considerare.

Innanzitutto concentriamoci sul concetto di IVA agevolata al 4%. Questo parametro è riconosciuto esclusivamente per le nuove costruzioni. Tutti gli immobili costruiti da più di cinque anni e automaticamente etichettati come "invenduti" non posso usufruire di questo tasso percentuale.

Questo è quindi un aspetto da tenere in considerazione qualora tu abbia intenzione di acquistare una proprietà abitativa. Attenzione anche per le soluzioni ristrutturate. Anche in questo caso non è possibile usufruire dell'IVA agevolata al 4% in quanto, per definizione, un immobile ristrutturato non è legato al concetto di nuova costruzione.

Per capire l'importo dell'IVA in relazione alla proprietà immobiliare che ti appresti ad acquistare, un valido strumento è la cosiddetta classificazione catastale. Ad esempio, per una casa signorile ubicata in una zona di prestigio, vale un'aliquota del 22%, sia che si tratti di una proprietà adibita a prima o seconda casa. Per le abitazioni di tipo civile (anche in questo caso con caratteristiche superiori a quelle residenziali), è possibile trovare un'aliquota del 4% per la prima casa e del 10% per gli altri immobili.

Per le abitazioni di tipo economico (ovvero con caratteristiche di economia sia per materiali che per rifiniture), per le abitazioni di tipo popolare (immobili con caratteristiche costruttive e rifiniture di bassissimo livello), per le abitazioni di tipo rurale (immobili destinati alla coltivazione del fondo agricolo e per l'abitazione del proprietario del fondo stesso) e per le abitazioni in villini è invece prevista un'aliquota del 4% per la prima casa e un'aliquota del 10% per seconda casa e altre tipologie abitative.

È bene precisare che agli immobili destinati ad uffici che vengono classificati come A/10 viene invece applicata l'aliquota IVA al 22%, in quanto si tratta di spazi non adibiti all'uso abitativo.

DA LEGGERE: Mutuo seconda casa: perché non ci sono detrazioni fiscali?

Come si calcola l'aliquota IVA edilizia?

Per rendere più chiaro il calcolo dell'aliquota dell'IVA edilizia facciamo un esempio in merito all'importo IVA per lavori edili. Poniamo che tu debba effettuare dei lavori di ammodernamento del bagno volti alla sostituzione dei sanitari e della rubinetteria e che la spesa di cui devi farti carico sia di 2500 euro: 1650 euro per la sostituzione dei sanitari e 850 euro per la manodopera.

In questo casso, l'aliquota al 10% verrà applicata ai costi della manodopera mentre per all'acquisto dei sanitari/rubinetteria corrisponderà invece l'aliquota IVA ordinaria al 22%. In questo caso, il corrispettivo IVA di cui dovrai farti carico sarà complessivamente di 516,50 euro.