Ottenere un mutuo è più semplice. Le erogazioni infatti si muovono in territorio positivo. Complici della ripresa delle erogazioni di mutui, i tassi ai minimi storici e l'aumento dei privati che fanno richiesta di prestito.

Secondo la fotografia scattata dall'Abi, l'Associazione bancaria italiana, nei primi 11 mesi del 2015 le erogazioni di mutui alle famiglie per l'acquisto di una casa sono raddoppiate anno su anno attestandosi in crescita del 97,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel dettaglio, nel periodo preso in esame le erogazioni di mutui alle famiglie hanno toccato quota 44,3 miliardi di euro contro i 22,4 miliardi di euro registrati nel periodo compreso tra il gennaio e il novembre del 2014.

Erogazioni di mutui al rialzo grazie al mercato della surroga

La ripresa delle erogazioni di mutui è stata favorita principalmente dalle migliori condizioni di rifinanziamento da parte degli istituti bancari che hanno consentito un miglioramento dei tassi sia alle famiglie che alle imprese.

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In particolar modo, a spingere al rialzo la richiesta di questa tipologia di prestito, hanno contribuito le surroghe del mutuo la cui incidenza sul totale delle nuove richieste di mutuo si è attestata al 32%. Un segnale positivo per il mercato degli immobili che marcia verso la ripresa anche grazie alla buona performance messa a segno dalle erogazioni di mutui.

Concessioni di mutui, tasso fisso in aumento

Nel dettaglio i mutui a tasso variabile, nel periodo preso in esame, coprono una fetta pari al 43,7% della torta complessiva. Mentre hanno spinto maggiormente il piede sull'acceleratore i mutui a tasso fisso che nell'arco temporale compreso tra il gennaio e il novembre del 2015 hanno messo a segno una crescita del 65%. Nei 12 mesi precedenti i mutui a tasso fisso erano sotto la soglia del 25 per cento.

Andando a guardare anche i dati registrati nel passato, le erogazioni di mutui nei primi 11 mesi del 2015 hanno superato anche i dati registrati nello stesso arco temporale sia del 2012 che del 2013, anni in cui si sono attestate rispettivamente a quota 18,7 miliardi di euro e 17,1 miliardi di euro.