Se anche tu hai scelto un mutuo a tasso variabile ti aspettano davvero tempi d'oro. Grazie alla costante discesa dell'Euribor pagherai infatti rate superconvenienti. Una discesa che a fine agosto ha toccato nuovi minimi storici, infrangendo per la prima volta la barriera dei decimi con l'Euribor a -0,1% rispetto al -0,09% delle settimane precedenti.

Questo è un ottimo momento anche per chi vuole comprare casa e deve quindi richiedere un nuovo finanziamento. I tassi dei mutui, sia quelli fissi sia quelli variabili, non sono mai stati così convenienti. Non ci credi? Prova a dare un'occhiata alle nostre schede sulle offerte di Barclays, Cariparma, ING Direct e via dicendo, e ti renderai conto da solo di come i prodotti proposti siano più vantaggiosi rispetto a pochi anni fa. Se a questo aggiungiamo i prezzi delle case in ribasso è facile capire come questo sia il momento ideale per sistemarsi.

Mutuo a tasso variabile: come si calcola la rata?

Nel mutuo a tasso variabile gli interessi si calcolano sommando lo spread, cioè il guadagno fisso stabilito dalla banca in fase di stipula del contratto, ad un indice di riferimento quale l'Euribor. La maggior parte dei mutui a tasso variabile è indicizzata in base all'Euribor, un indice interbancario che varia quotidianamente dal lunedì al venerdì e che esprime il costo all'ingrosso del denaro, ovvero il tasso al quale le banche si prestano denaro tra loro.

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Dal momento che lo spread è fisso, ciò che determina la maggiore o minore convenienza delle rate di un mutuo a tasso variabile è proprio l'Euribor con le sue variazioni. Negli ultimi mesi questo indicatore è stato oggetto di una decrescita continua, che lo ha portato addirittura a livelli negativi, cosa che non era mai successa. A fine agosto l'Euribor ha toccato quota -0,1%, un nuovo minimo storico.

Anche per chi a scelto un mutuo variabile indicizzato al tasso di riferimento della Banca Centrale questi ultimi mesi sono stati particolarmente favorevoli. Rispetto all'Euribor, il tasso BCE non varia così spesso, ma viene stabilito dalla Banca Centrale ogni volta che questa intende modificare la propria politica monetaria. A settembre 2014, Mario Draghi ha fissato il tasso BCE allo 0,05%, un altro minimo storico. Rispetto all'Euribor è quindi più stabile, ma rimane comunque un po' meno conveniente.

Euribor negativo: cosa comporta e come si tutelano le banche?

L'Euribor negativo fa sì che questo, anziché sommarsi allo spread, venga sottratto da quest'ultimo. Se ad esempio hai acceso un mutuo a tasso variabile indicizzato all'Euribor a 1 mese e con uno spread fissato a 1,5%, il tasso utile per calcolare la tua rata mensile sarà 1,4% (1,5 Spread – 0,9 Euribor).

Questo però vale solo se hai acceso il tuo mutuo a tasso variabile prima del febbraio 2015. Prima di questa data le banche non avevano previsto nei propri contratti di mutuo delle clausole per tutelarsi in caso di discesa dell'Euribor sotto lo zero, cosa che hanno prontamente iniziato a fare con i nuovi contratti. In questo modo eviteranno dunque che per i mutui erogati dopo quella data un eventuale Euribor negativo possa andare a erodere lo spread previsto.