I mutui a tasso variabile non sono mai stati così convenienti come in questo periodo. Sì, ma solo per chi ne ha acceso uno prima di febbraio 2015. Ma andiamo con ordine. Sicuramente avrai sentito parlare dell'indice Euribor, a cui è indicizzata la maggior parte dei mutui a tasso variabile. Negli ultimi mesi l'Euribor ha fatto registrare un calo mai visto prima, arrivando persino a toccare valori negativi. Queste variazioni hanno inciso positivamente sul calcolo della rata del mutuo di tutti quei consumatori che avevano acceso un finanziamento a tasso variabile indicizzato Euribor.

Devi sapere infatti che per calcolare il tasso di interesse di un mutuo variabile bisogna sommare lo spread, ovvero la percentuale fissa di guadagno della banca specificata nel contratto di mutuo, ad un indice interbancario come l'Euribor, che esprime il costo all'ingrosso del denaro, ossia il tasso al quale le banche si prestano liquidità fra loro. L'Euribor varia tutti i giorni dal lunedì al venerdì e, a fine agosto, ha toccato per la prima volta quota -0,1%.

Mutui a tasso variabile: cosa succede se l'Euribor è negativo?

In caso di Euribor negativo, anziché sommarsi allo spread andrà piuttosto sottratto da esso. Facciamo un esempio per capirci meglio. Se hai acceso un mutuo con spread fisso pari all'1,5% e indicizzato all'Euribor a un mese (-0,1%), il tasso utile per calcolare le tue prossime rate sarà dell'1,4%, dato dalla differenza tra spread e Euribor.

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Un'ottima opportunità di risparmio per tutti questi consumatori che, come te, hanno scelto un mutuo a tasso variabile. Tuttavia le banche non sono rimaste con le mani in mano a guardare i propri guadagni assottigliarsi. A partire da febbraio 2015, nei nuovi contratti di mutuo è stata infatti introdotta una clausola anti-Euribor, la quale stabilisce che l'indice di riferimento non può andare ad intaccare lo spread. Se anche l'Euribor ha valore negativo, non potrà quindi essere sottratto dal guadagno della banca.

Clausola anti-Euribor: il Codacons denuncia le banche

Un provvedimento che il Codacons decisamente non ha apprezzato. L'associazione dei consumatori ha infatti presentato un esposto presso 104 Procure della Repubblica in tutta Italia contro le banche che hanno adottato la clausola anti-Euribor. "Si tratta di una misura che penalizza fortemente i consumatori e genera un danno che, nel tempo, può raggiungere miliardi di euro ", ha dichiarato il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

Nell'esposto il Codacons chiede quindi ai magistrati di verificare la legittimità dei provvedimenti adottati dalle banche in caso di Euribor negativo. La clausola anti-Euribor, infatti, nega ai consumatori la possibilità di beneficiare delle ultime oscillazioni favorevoli di questo indice di riferimento. Un risparmio che, spiega l'associazione, per un mutuo a tasso variabile da 200.000 euro da restituire in 20 anni potrebbe tradursi anche in 120 euro in meno all'anno.