Spesso stipulando un mutuo si sceglie anche di sottoscrivere una polizza, che costituisce una garanzia in più per il cliente. Di frequente quindi gli italiani contestualmente al calcolo della rata del mutuo cercano anche la cosiddetta CPI (Creditor Protection Insurance). Di recente si è però assistito ad una bufera riguardo queste polizze, che possono arrivare a costare diverse migliaia di euro.

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Assicurazioni mutuo aumentate

Il picco della loro diffusione è stato toccato nel 2011, quando gli istituti di credito, per rientrare dei costi, facevano di tutto per rifilare polizze ai clienti, tant'è che il 90% dei finanziamenti finiva per essere abbinato ad una assicurazione. Risultato: calcolo complessivo delle polizze che sfiorava i 2,5 miliardi di euro. Successivamente c'è stato un calo, per poi tornare a raggiungere gli oltre 2 miliardi nel 2014, fino ad arrivare ad una crescita del 15% nel primo trimestre 2015. Alle polizze normali si è aggiunta poi anche quella a protezione del "caso di morte", poco diffusa in Italia ma importante come investimento, visto che il mutuo è sempre un finanziamento a lungo termine.

Costi troppo alti e regole non rispettate dalle banche

A causa della scasa chiarezza su costi e vendita, queste polizze però continuano a costituire anche una nota dolente nel mercato dei mutui. Pare che alcune banche, in seguito alle richieste di surroga del mutuo, abbiano imposto la sottoscrizione di una polizza di questo tipo, prima di aprire la pratica di surroga. Un comportamento vietato per legge (Codice del Consumo, art. 21, comma 3) che indica come scorretta la pratica di obbligare il cliente a stipulare una polizza erogata dalla stessa banca, così come l'imporgli l'apertura di un conto corrente per erogare il mutuo.

L'IVASS segnala problemi anche riguardo i costi di queste polizze mutuo. Un normale premio ponderato dovrebbe aggirarsi intorno al 2-3% sull'importo del finanziamento, variabile in base alle garanzie, alla durata e all'età del richiedente. Invece pare che i clienti spesso si trovino ad avere a che fare con importi che arrivano all'8-10%. Perché? Semplice, perché su questo tipo di polizze le banche, in qualità di distributore, ci guadagnano molto. Dalle indagini l'IVASS fa sapere che le provvigioni per questi prodotti spesso si attestano anche a livelli superiori del 50% del premio pagato dal cliente.

Cosa fare se si è sottoscritta una polizza inconsapevolmente?

L'Abi si è mobilitata già dal 2013 a favore della trasparenza sulle polizze. Chi si trovasse ad aver firmato la CPI in modo inconsapevole può ricorrere ad una soluzione che è tuttora poco conosciuta e praticata: avvalersi del diritto di recesso entro 60 giorni dalla sottoscrizione. Il cliente può anche accettare la polizza, perfezionare il mutuo e poi recedere: trattandosi di due contratti differenti, la banca non potrà farci niente, il finanziamento sarà già partito e proseguirà il cammino fino alla scadenza.