Mutui: tendenze in chiaroscuro, tra segnali di significativa ripresa e contraddizioni di fondo. Il comparto finanziamenti sta vivendo un periodo di impetuosa ascesa, che segue però a una contrazione imponente dei mercati che per anni ha infiacchito le risorse di istituti e famiglie. Ora la parabola della domanda è tornata a salire, anche grazie a portali web dove porre i mutui presenti sul mercato a confronto e individuare le soluzioni migliori a ogni profilo. Restano però criticità profonde, espresse soprattutto dal volume delle richieste, con importi medi sempre più ridotti.

Crif: ad aprile mutui al +71,9%

Le ragioni che hanno portato a una ripresa dei finanziamenti sono molteplici: incentivi, implementazione di servizi differenziati e personalizzabili, politiche economiche orientate a stimolare la rinascita. A ciò si aggiungono poi la forte concorrenzialità del sistema bancario e la maggior capacità dei consumatori di esaminare le reali opportunità proposte. Grazie alla rete, informarsi su Barclays e i suoi prodotti, quelli di Cariparma, di IBL Banca ecc., è diventato molto più semplice e immediato.

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Tuttavia, come ha rivelato l'ultimo rapporto Crif relativo al mese di aprile 2015, si assiste ancora al principio della coperta troppa corta che, coprendo un versante, ne scopre un altro. Nel mese preso in considerazione, la domanda di mutui ha subito un'impennata eccellente, registrando un significativo +71,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ma a un prezzo.

Il rovescio della medaglia

La crescita della domanda ha fatto segnare un record assoluto che riporta le erogazioni su numeri prossimi a quelli del 2010, prima che il settore mutui crollasse sotto i colpi della crisi. L'incidenza delle surroghe, inoltre, non è particolarmente incisiva e assorbe circa il 18% del totale. Prendendo in considerazione l'intero primo quadrimestre del 2015, la domanda è salita del 46,4%.

Il rovescio della medaglia, però, sta nei volumi medi concessi dagli istituti. I mutui richiesti nel mese di aprile presentano un importo medio pari a 121.911 euro, una cifra storicamente bassa. Dato che si può tradurre in un abbassamento delle aspettative e delle possibilità di spesa delle famiglie italiane. Ad aprile 2014, la media era stata pari a 124.812 euro. Impietoso il confronto con i dati dello stesso mese del 2010, quando l'erogato si era attestato sulla soglia media di 140.942 euro.

Il 77,6% delle richieste di mutui non raggiunge i 150.000 euro e il 30,4% del totale è compresa nella fascia 100.000-150.000 mila euro, al +1,9% su base annua. L'altra tendenza emergente è quella di richiedere mutui meno impegnativi dal punto di vista della durata: la maggioranza relativa delle richieste, pari al 23,9% del totale, è per finanziamenti di durata compresa fra i 15 e i 20 anni, seguita però, con il 22,6%, dalla fascia 25-30 anni.