Mercato immobiliare in ripresa? Sì. No. Forse. Stando all'ultima indagine di settore compiuta da Tecnocasa, la domanda per l'acquisto di immobili registra un trend di crescita relativo ai target medio-basso e di lusso, con una contrazione nelle fasce intermedie. Il tutto nonostante condizioni proposte dal settore finanziamenti particolarmente vantaggiose: I tassi d'interesse sono ai minimi e ponendo i mutui del settore a confronto è facile accorgersi di come le soluzioni offerte in questo momento siano particolarmente vantaggiose rispetto a pochi mesi fa.

L'analisi del mercato immobiliare di Tecnocasa

Navigando su internet è diventato piuttosto semplice informarsi su Barclays e i suoi prodotti, quelli di Cariparma o di Mutuo Arancio. Il mercato immobiliare sta registrando una leggera ripresa che segue a uno dei periodi più difficili della sua storia. Una vera rinascita del settore, tuttavia, non può prescindere dal sostegno del comparto dei finanziamenti. Sostegno che in questi ultimi mesi ha dimostrato di essere forte e solido, sebbene le richieste abbiano mutato forma e grandezza, riducendosi.

Questo è quanto emerge dall'ultimo studio Tecnocasa, che ha preso in esame la domanda espressa dal mercato immobiliare nel gennaio 2015, prendendo in considerazione il target delle province. Secondo quanto pubblicato, la domanda di case ha registrato una crescita di settore importante nella fascia di mercato medio-bassa, dove la crescita è stata del 5%. Dati confortanti anche nel cluster degli immobili di lusso mentre le fasce intermedie hanno segnato una contrazione delle richieste.

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Lo studio nel dettaglio

La domanda per residenze dal valore inferiore ai 120.000 euro assorbe, da sola, il 24,5% del mercato, il 23,1% delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra i 120.000 e i 169.000 euro. In tutto, le richieste per beni immobili dal valore inferiore ai 170.000 euro rappresenta quasi la metà del totale.

Dati in controtendenza nelle più importanti province italiane (dove però il costo medio degli immobili è superiore): a Roma la maggioranza relativa della domanda si concentra nella fascia di prezzo compresa fra i 250 e i 349 mila euro (26,9%); a Milano e Firenze la fascia con più richieste è per immobili tra i 170 e i 249 mila euro; a Bologna, le maggiori richieste sono giunte per case dal valore compreso fra i 120 e i 169 mila euro.

L'analisi conclusiva

Prendendo in considerazione i capoluoghi di regione, appare ancora più evidente come la domanda si sia rimodellata verso il basso: le richieste espresse nella fascia di spesa sotto i 120.000 euro rappresentano il 44,6% del totale, contro il 38,5% di un anno fa. Le altre fasce hanno segnato un'involuzione importante, particolarmente significative soprattutto nei target 120-169 mila e 170-249 mila euro.

A sospingere verso il basso il valore delle richieste espresse dal mercato immobiliare concorre una serie di fattori. Negli ultimi anni il valore dei beni immobili si è contratto, mediamente, quasi di un quarto, offrendo agli acquirenti occasioni invitanti. Lo spettro della regressione economica, inoltre, non può certo dirsi dissolto e, ad oggi, il margine di spesa per le famiglie è ancora nettamente inferiore rispetto al periodo pre-crisi.