Aumentano le domande di mutui, per aprile infatti il Crif segna un incremento di oltre il 70% di mutui su base annua. Ciò significa che finalmente le banche hanno maggiore liquidità e disponibilità ad erogare. Non ai giovani però. Nel 2014 i giovani intenzionati a chiedere un mutuo si sono visti sbattere la porta in faccia dalle banche. Con il web ormai è semplicissimo confrontare le offerte di mutuo per la prima casa presenti sul mercato, peccato però che gli istituti bancari persistano nel rifiutare le richieste dei giovani.

La situazione è ancora nera per le giovani coppie che chiedono un mutuo. Secondo una ricerca di Genworth, nel 2014 il 60% degli under 35 che avrebbe voluto comprare una casa non ha potuto farlo. C'è da dire che gli ultimi anni non sono stati rosei per nessuno, compresi coloro i quali un mutuo lo avevano ottenuto ma, a causa della crisi, si sono dovuti informare sul fondo di solidarietà per ottenere la sospensione temporanea delle rate.

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EROGAZIONI IN CALO

Negli ultimi anni si è registrato un crollo di domande per quelle abitazioni di valore medio basso che, generalmente, hanno sempre rappresentato la prima scelta per le giovani coppie. La domanda di mutui nei primi quattro mesi del 2015 da parte di persone al di sotto dei 35 anni ha rappresentato il 29,1% del totale: un calo rispetto ai periodi precedenti. Nel primo trimestre si parlava di 36%, mentre nel secondo di 31%. Un calo anche per quanto riguarda le erogazioni: da gennaio ad aprile 2015, gli under 35 ad aver ottenuto un muto rappresentano il 31,6%, 4,5 punti in meno rispetto al primo semestre del 2014.

PER RISOLLEVARE IL MERCATO SERVONO I GIOVANI

Le richieste di mutui che superano il 70% del valore della casa rappresentano circa il 30,6%, i finanziamenti ottenuti sarebbero però solo il 22%. Questo tipo di mutui sarebbero offerti a tassi superiori rispetto a quelli con maggiore apporto di contante. Un problema non irrilevante per i giovani, che costituirebbero la percentuale più alta dei richiedenti. Il Jobs Act dovrebbe alleviare la situazione degli under 35 perché pare che le banche considerino un contratto stipulato secondo le nuove regole allo stesso modo di un contratto a tempo indeterminato.

NOTE POSITIVE

Qualche segnale positivo c'è, e lo dimostrano i dati sulle richieste dei mutui da parte di lavoratori dipendenti: da gennaio ad aprile 2015 queste hanno toccato l'84,5% delle domande, il dato più alto degli ultimi 10 anni. Sembra poi che a rappresentare il 31% delle richieste e il 29% delle erogazioni siano coloro che hanno introiti fino a 1500 euro al mese. Si riducono drasticamente le possibilità di ottenere un mutuo se il limite mensile si abbassa a 1000 euro: su 100 mutui, solo il 2,7% vengono accordati a chi rientra in questa fascia.