Primo fra i metodi per l'acquisto di una casa o per l'acquisizione del credito necessario da investire nella propria impresa è quello della richiesta del finanziamento. Così come i semplici cittadini decidono di mettere i mutui più convenienti a confronto, anche le imprese infatti calcolano le rate dei loro prestiti finalizzati per poter risparmiare scegliendo una formula di pagamento adatta alle proprie esigenze.

Spesso però anche scovando la rateizzazione più bassa e conveniente i cittadini italiani evitano di inoltrare la richiesta del finanziamento per paura di non riuscire a sostenerlo, o perché evidentemente impossibilitati a pagare. In questi casi privati e imprese possono comunque informarsi sui fondi di garanzia e sulle agevolazioni concesse dallo Stato alle categorie più disparate e in difficoltà e, nei casi peggiori sulle modalità di sospensione del mutuo.

Quest'ultima opzione è possibile per alcune estreme situazioni definite nelle proprie specifiche procedure dalla legislazione. Di recente, ad esempio, Legge di Stabilità ha introdotto per l'anno 2015 la possibilità di sospensione del mutuo fino al 2017 per sollevare famiglie e imprese in difficoltà dall'ennesimo soffocante pagamento. La moratoria permette, infatti, di tirare un sospiro di sollievo alle micro, piccole e medie imprese e alle famiglie schiacciate da debiti bancari.

Fin qui, sembrerebbe, tutto bene, se non fosse che la sospensione del mutuo, così come definita dalla Legge di Stabilità comporta anche una serie di controindicazioni. Innanzitutto le PMI che potranno beneficiare della moratoria saranno solo quelle "in bonis" cioè che risultino in assenza di debiti classificati come "sofferenze", "partite incagliate", "esposizioni ristrutturate" o "esposizioni scadute/sconfinate" da oltre 90 giorni, mentre le famiglie si dovranno trovare in condizioni di particolare difficoltà come quelle conseguenti alla perdita del lavoro o alla morte del congiunto.

L'operazione della sospensione del mutuo, inoltre, non sarà a costo zero e anzi, durante l'intero triennio i mutuatari dovranno continuare a corrispondere la quota relativa agli interessi. Il costo dell'operazione risulterà, dunque, più elevato di quanto stabilito in precedenza, anche perché, secondo la prassi tipica degli istituti di credito di calcolare gli interessi sul debito residuo piuttosto che sulle rate sospese, esso aumenterà ulteriormente mettendo in dubbio la sua stessa convenienza.