Per chi avesse disponibilità finanziaria questo è il momento di comprare casa, vista la riduzione costante dei prezzi delle abitazioni. Al contrario, chi invece per acquistare un immobile avesse bisogno di stipulare un mutuo sulla casa vantaggioso, può confrontare le migliori proposte sul mercato: certo, bisogna mettere in conto alcune difficoltà, considerando la stretta creditizia che ancora caratterizza il nostro paese.

Il problema del mutuo infatti è quello di riuscire a ottenere l'erogazione, il tasso di interesse, al contrario, soprattutto sul variabile, continua a scendere rispetto ai livelli record registrati nel 2011. Per questo molti clienti tendono a richedere la surroga del mutuo: si cerca infatti in tutti i modi di pagare un tasso inferiore, anche trasferendo il mutuo in un'altra banca.

Se quindi i prezzi delle abitazioni calano ancora, la diminuzione accelera soprattutto negli ultimi mesi del 2012: tra ottobre e dicembre 2012, infatti, l'Istat registra un ribasso pari al 4,6% su base annua. In realtà pare che a portare in basso le quotazioni siano soprattutto le abitazioni "usate"; i prezzi in calo sono causati, d'altra parte, dal ribasso consistente delle compravendite.

Come già evidenziato, il segno meno è dovuto alle abitazioni già presenti sul mercato, mentre le nuove costruzioni mostrano ancora dei rincari, anche se con tassi di crescita sempre più bassi (+0,8%). Il responsabile del settore edilizio per Nomisma, Luca Dondi, spiega che i prezzi continueranno a scendere fino al 2014, con un «adeguamento lento» rispetto a quanto accaduto sul fronte compravendite. La riduzione dei listini non potrà da sola riattivare la domanda, che «per l'80% dipende dal credito».

Se comprare casa o accendere un mutuo resta complesso, le famiglie si spostano verso il mercato degli affiti, il cui calo risulta infatti più contenuto. Se gli acquisti di immobili calano, si riduco a maggior ragione anche i consumi: diminuendo la domanda interna di prodotti, dal vestiario agli alimenti, l'inflazione ha cominciato a raffreddarsi.

Per quello che riguarda i consumi interni, tuttavia, il fondo non sembra essere ancora stato raggiunto: Confcommercio registra un ulteriore ribasso a febbraio 2013 (-3,6% su base annua). L'organizzazione dei commercianti spiega anche che la flessione, anche se meno grave rispetto a quanto rilevato a gennaio (-4,1%), si inserisce in un contesto economico generale che ha visto ridursi del 25% in due anni la domanda dei principali beni e servizi.