Se la stretta del credito si fa meno pressante sulle famiglie, grazie alla ripresa delle erogazioni di mutui, le imprese restano ancora in difficoltà per quello che riguarda l'accesso al credito. Infatti il problema non riguarda più le condizioni dei finanziamenti, tant'è che trovare un mutuo conveniente oggi è molto più facile rispetto a pochi mesi fa, ma ancora la disponibilità delle banche al rischio.

Anche per le imprese, tuttavia, come per le famiglie vale il principio del confronto: comparando le offerte di Mutuo Arancio, Cariparma o Barclays, esse possono trovare il mutuo migliore sul mercato. Le famiglie rappresentano paradossalmente una fonte di rischio molto minore per le banche, dal momento che quelle che riescono a ottenere un mutuo hanno comunque una solidità finanziaria garantità da uno stipendio fisso.

Al contrario le imprese potrebbe fallire in qualsiasi momento e devono essere ultra virtuose per poter ricevere finanziamenti dagli istituti di credito. L'erogazioni di mutui o comunque di finanziamenti alle imprese però rappresentano un fortissimo incentivo alla crescita. Impossibile per alcune categorie di imprese vivere senza le somme anticipate dagli istituti eroganti; e spesso non si tratta di aziende in difficoltà ma di situazioni in cui il modello di business prevede di dover fare forti investimenti iniziali che producono però un ritorno economico lento, anche se magari molto elevato.

Senza mutui e prestiti l'Italia delle piccole e medie imprese non potrà mai ripartire. Questo è il sunto delle parole del presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, espresse in un nota del 28 maggio, il quale afferma: «Ha ragione il presidente della BCE Mario Draghi. Occorre un intervento straordinario che spinga in maniera più incisiva verso la crescita. E questo non può avvenire se si concede sempre meno credito alle imprese».

Le parole di Merletti sono confermati dai dati statistici: anche a febbraio la quantità di prestiti e mutui erogati alle imprese registra una diminuzione del 4,9%, che si va a sommare all'ulteriore peggioramento del mese precedente che aveva fatto registrare un -4,7%. È necessario quindi auspicare che anche il Governa spinga sempre di più le banche a riaprire il rubinetto del credito alle aziende, in modo da consentire una reale e solida ripresa economica.