Accendere un mutuo per l'acquisto di un immobile fino all'anno scorso era un'impresa scoraggiante. Oggi il mercato dà segni di ripresa e basta mettere i prodotti di Barclays a confronto con quelli di Cariparma e altri operatori per trovare un finanziamento vantaggioso.

Inoltre, malgrado non sia prevista obbligatoriamente in tutti i contratti, è sempre bene valutare un'assicurazione mutuo casa per tutelarsi - e tutelare la banca - nei casi di insolvenza o di danni all'immobile ipotecato. Il mercato dei mutui, comunque, cammina di pari passo con quello immobiliare e alla crescita dell'uno corrispondono anche le condizioni più favorevoli presentate dall'altro.

Stando all'ultimo Rapporto Immobiliare 2014, firmato Agenzia delle Entrate e Associazione Bancaria Italiana, chi finora ha atteso tempi migliori per l'acquisto di un immobile potrebbe approfittare della tendenza positiva riscontrata in questa prima parte del 2014.

Rispetto al 2013, l'anno nero del mercato del mattone, le banche si dimostrano più favorevoli a erogare mutui, facendo registrare una flessione nelle percentuali di spread applicate ai finanziamenti, soprattutto quando gli importi richiesti calano. L'erogazione di mutui è cresciuta del 20% rispetto al 2013 e si intravedono i primi segni di ripresa.

Una conseguenza, questa, dell'aumento della "accessibilità" ("affordability") al mercato immobiliare che aveva avuto origine nel 2013, registrando un +6,7% rispetto all'anno precedente. Oggi, infatti, 1 famiglia su 2 si dice pronta ad acquistare la prima casa, complice anche la diminuzione dei prezzi di mercato e del tasso di interessi sui mutui.

Secondo Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell'Associazione Bancaria Italiana, questo è "un indicatore della solidità delle famiglie, un elemento fondamentale che ha garantito anche durante questi cinque anni di crisi la tenuta del nostro sistema".

Ci stiamo, quindi, avviando a chiudere un 2013 nero, con il settore immobiliare ai livelli registrati nel 1985 e un calo nella compravendita di abitazioni del 9,2% rispetto al 2012: una perdita di oltre 8 miliardi di euro, in particolar modo nelle isole e nelle aree del centro Italia.