Realizzare sogni, come quelli che riguardano l'apertura di un'attività o l'acquisto di una casa, pur evitando di minare troppo i risparmi sono comuni in ogni angolo del pianeta: così anche per i nuovi cittadini italiani è di fondamentale importanza trovare i mutui più vantaggiosi che possano aiutarli a cominciare un nuovo progetto di vita.

Nel nostro Paese, sempre di più sono gli stranieri che diventano cittadini italiani: per poter dare una svolta a una vita magari anche difficile e che li ha portati fuori dal Paese d'origine sono allora costretti a dover scegliere un mutuo prima casa conveniente o un altro tipo di finanziamento per altre finalità.

I recenti dati della ricerca Crif ci presentano con chiarezza la situazione: nel 2013 l'11% dei richiedenti credito corrispondeva proprio a queste tipologie di clienti, una percentuale che risente della contrazione generale dei consumi, dato che il valore è sceso di quasi un punto percentuale rispetto a quello registrato nel 2012.

E ad esser particolarmente colpiti da questa sfavorevole congiuntura economica sono principalmente questi nuovi italiani, a rischio forse più di altri di licenziamenti e precarietà: ecco allora spiegata la diminuzione delle richieste di mutuo da parte di questa fascia di clienti, che comunque è molto appetibile per il mercato finanziario. La fascia d'età 25 - 44 cui i nuovi italiani rispondono è proprio quella in cui si concentrano i progetti di vita a medio e lungo termine.

Ma andiamo a dare uno sguardo più da vicino ai dati de "Il Rapporto sulla domanda di credito da parte di cittadini non Italiani": innanzitutto, è affascinante notare che le richieste di finanziamento registrate nel 2013 verrebbero da oltre 219 Paesi.

Una quota importante di queste arriva dai cittadini di origine rumena (17,2% del totale, in diminuzione di un punto rispetto al dato del 2012), seguono poi gli albanesi (12,3%) e gli svizzeri (6,2%). E i dati sui mutui casa richiesti dai cittadini di origine straniera? Il 2013 registra un ovvio calo, alla luce dei dati appena visti, con il 7,4% del totale delle richieste, ma senza scostarsi di molto dal 7,5% del 2012.