Gli italiani stanno tornando a domandare più mutui, come attestano gli ultimi dati diffusi dalla CRIF (Centrale Rischi Finanziari), ma ancora non si può parlare di vera e propria ripresa del mercato dei mutui e del settore immobiliare.

Come segnala il Barometro CRIF, il mese di dicembre 2013 è stato il sesto consecutivo di aumenti della domanda di mutui, che rispetto allo stesso mese dell'anno precedete è cresciuta del 6,5%; tuttavia, a conti fatti, in tutto il 2013 c'è stato un saldo negativo rispetto al 2012 pari al 3,6%.

Da notare che la domanda di mutui nel 2013 è stata addirittura del 51% inferiore che nel 2008.

Bisogna sottolineare che è un po' tutta la situazione del mercato immobiliare, strettamente legato a quello dei mutui, che comunque soffre decisamente in questi anni: la deflazione dei prezzi delle case è molto forte e conclamata da parecchio, cosa che porta a meno compravendite (chi vuole vendere spesso preferisce aspettare) ed a una domanda di mutui di minor importo (nel 2012 l'importo medio è stato di 131mila euro, nel 2013 di 127mila euro).

I tassi di interesse dei mutui, nella loro componente legata agli indici europei, sono bassi in quanto l'Euribor è poco sopra i minimi storici e l'Eurirs anch'esso a livelli interessanti, ma il problema risiede negli spread bancari, i ricarichi che le banche fanno per il loro guadagno, al triplo rispetto al 2011 e che in Italia sono tra i più altri in Europa e smorzano l'attuale convenienza dei mutui.