Un'importante pronuncia potrebbe cambiare le sorti di molte famiglie impegnate con il pagamento del mutuo per la casa che, a causa di difficoltà economiche, non riescono a stare dietro i pagamenti e vedono così lievitare gli interessi sulle rate rischiando anche di perdere la casa già in parte pagata. Andiamo con ordine e vediamo innanzitutto quali norme si applicano.

La legge di riferimento per calcolare se il tasso di interesse che vi stanno applicando è da ritenersi usurario è il decreto legge 13 maggio 2011 n° 70, lo stesso dice che i tassi sono considerati usurari se superano il tasso medio praticato il quel periodo aumentato di ¼, a cui aggiungere un altro tasso fisso di 4 punti percentuali. Ad esempio se il tasso medio corrente è del 6% , allo stesso si devono aggiungere 1,5 punti corrispondenti a un quarto e poi altri 4 punti per arrivare a 11,5%, superato tale tasso abbiamo usura.

Precedentemente però si applicava la legge 108 del 1996 che prevedeva come usurari i tassi che superavano il tasso medio del periodo aumentato della metà. Quindi per un tasso di interesse medio del 6% era considerato usura il contratto che superava il 9%. A questo punto per prima cosa dobbiamo capire la base per il calcolo, perché se abbiamo contratto il mutuo prima del 2011 dobbiamo applicare questa legge, se lo abbiamo stipulato dopo dobbiamo applicare il decreto del 2011 che è evidentemente più sfavorevole per i clienti.

Cosa dice però la Sentenza della Corte di Cassazione n° 350 del 9 gennaio 2013?

La sentenza dice che gli interessi sono da considerare usurari quando superano i limiti fissati dalla legge nel momento in cui si stipula il mutuo. Nel calcolo però secondo la Suprema Corte devono essere considerati anche gli interessi di mora, quindi se il tasso di interesse pattuito, aumentato di penali e interessi di mora, supera il tasso praticato in media in quel periodo aumentato di 1/4 e di altri 4 punti percentuale, o nel caso di mutuo stipulato prima del 2011 supera il tasso medio aumentato della metà, la banca sta effettuando un'operazione illegale e in base alle leggi italiane il cliente non deve più pagare interessi e inoltre devono essere restituiti quelli già pagati alla banca. Inoltre nel caso in cui sia iniziata già una procedura esecutiva la stessa deve essere bloccata.

Per informazioni in proposito potete rivolgervi alle associazioni dei consumatori oppure ad uno studio legale.