Mentre il Crif ci informa che i prestiti richiesti dalle famiglie italiane sono in caduta libera, i dati pubblicati da Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, raccontano che per il terzo mese positivo i mutui fanno registrare un trend positivo. La richiesta dei mutui, infatti, negli ultimi mesi di quest'anno ha avuto una crescita costante del 2% nel mese di luglio; del 4% ad agosto e addirittura del 7% nel mese di settembre.

E' cresciuto di molto, passando dal 2,5 al 5,3%, il numero di persone che si affidano a mutui per ristrutturazioni e costruzioni. Ed è rimasta, invece, pressoché invariata la richiesta di mutui per l'acquisto della prima o della seconda casa (che sono 82,1 e l'8,1% del totale delle richieste).

Non c'è da illudersi però, perché questi dati, anche se positivi, non siano indicatori di una ripresa. Intanto perché se si fa il raffronto dei primi nove mesi dell'anno in corso con quello dello stesso periodo del 2012, il dato aggregato è negativo, infatti, esso è pari a meno 6,2%. E poi la crescita della richiesta di mutui degli ultimi tempi, può essere letta semplicemente anche come un segno dei tempi.

La crisi che attanaglia le famiglie sta facendo cambiare le abitudini degli italiani. Nel nostro Paese oltre 9 milioni di persone oggi rasentano la soglia della povertà. Una cifra enorme. Un dato che, se si tiene conto del fatto che un terzo di queste è concentrato nell'Italia meridionale, diventa ancora più drammatico. La disoccupazione è in aumento e il potere di acquisto in rapida e costante diminuzione. E se calano stipendi e potere di acquisto, inevitabilmente subisce un arresto anche la richiesta di prestiti. Il credito al consumo per beni non di prima necessità diventa meno appetibile perché più rischioso.

Allora perché questo trend in controtendenza per i mutui? La domanda dei mutui fondiari ricomincia lentamente a crescere perché in fondo gli italiani non hanno mai smesso di credere che investire nel mattone è sempre una grande opportunità, un impiego del denaro sicuro. E poi c'è un sogno al quale non rinunciano a costo di qualsiasi sacrificio: l'acquisto della prima casa. Perciò la richiesta di mutui prima casa, anche se ha subito una fisiologica flessione, non smette di essere il debito che si contrae più volentieri. Diminuisce, però, l'importo medio dei mutui richiesti (era di 132.000 euro nel 2012, è sceso a 127.000 euro nel 2013), e circa un mutuo su tre è occupa la fascia compresa tra cento e centocinquantamila euro.

Tali cambiamenti, devono essere sempre messi in relazione anche, e soprattutto, con i cambiamenti nei tassi d'interesse che i mutuatari devono corrispondere. Dai dati del Crif si evince che le preferenze dei richiedenti, visto il crollo dell'Euribor, ricadono ancora sui mutui a tasso variabile. Calano invece le richieste di mutui a tasso fisso oppure variabili con Cap (il mutuo a tasso variabile con un tetto alla rata). Come per il variabile, è in ascesa anche il mutuo misto che guadagna tre punti percentuali rispetto al mese di agosto.

Come hanno reagito gli istituti di credito a questa maggiore richiesta di mutui? Non molto bene, avvitati come sono in una crisi di liquidità, dicono, che non permette loro di concedere finanziamenti e di sbloccare una situazione che rischia di incancrenirsi.