La Legge di Stabilità ha modificato molte norme, tra cui quelle relative alle detrazioni fiscali sui mutui (e anche molte altre) e la questione Imu-Trise-Service Tax: in teoria. Sì, in teoria, perchè bisogna assolutamente ricordare che quanto scritto e detto fin'ora potrebbe anche non essere a titolo definitivo in quanto la Legge di Stabilità varata dal Consiglio dei Ministri dovrà poi essere approvata dai due rami dal Parlamento: ieri il Presidente Napolitano ha apposto la sua firma ed ora comincia, dal Senato, il percorso di approvazione ed eventuale modifica.

Per quel che riguarda i punti relativi alla casa, di proprietà o in affitto, bisogna anche considerare che in queste settimane sono arrivate altre importantissime modifiche da un'altra legge, ovvero dal Decreto Imu, approvato dal Senato mercoledì 16 ottobre (il giorno dopo l'approvazione della Legge di Stabilità da parte del governo Letta) e che terminerà il suo iter parlamentare, diventando così legge definitivamente, in questi giorni. Per tutte le info in merito potete leggere Le novità del DL Imu.

Tornando alla Legge di Stabilità, tra i punti più discussi c'è senz'altro quelle del taglio alle detrazioni fiscali, quali quelle relative ai tassi di interesse passivi del mutuo, attualmente al 19% come quelle sulle spese sanitarie, veterinarie, sportive, per la scuola secondaria e l'università… In base alla "clausola di salvarguardia" si prevede che possano essere ridotte al 18% e poi al 17%, persino retroattivamente.

Ma come e quando potrebbero scattare queste riduzioni? Se entro il 31 gennaio 2014 il governo non riuscisse a ridurre la spesa pubblica di almeno un miliardo e 800 milioni, ecco allora che già dalla prossima dichiarazione dei redditi le agevolazioni fiscali su citate verrebbero ridotte (la retroattività è perchè, seppur il taglio avverrebbe nel 2014, sarebbe relativo alle detrazioni sulle spese del 2013).

Legge di stabilità, Imu e Trise: anche in questo caso occorre prendere tutto come ancora provvisorio e comunque in abbinato al DL Imu per un quadro completo.

Comunque, ad ora è stabilito che il regime di prima casa - abitazione principale per non pagare l'Imu si applica, oltre appunto alla casa in cui si abita, a: -immobili non affitati di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari -case concesse in comodato d'uso a parenti in linea retta con reddito inferiore ai 15mila euro annui (o se la rendita catastale è sotto i 500 euro) -case di proprietà di cooperative -casa assegnata dopo divorzio al coniuge -alloggi forze armate.

Infine, per quel che riguarda la questione Service Tax-Trise, vi rimandiamo all'articolo Legge di Stabilità, Imu e Trise.