I mutui agevolati per giovani e precari sono un tema caldo di questo ultimi tempi in quanto il governo Letta, tramite il Piano Casa, vuole rilanciarli per dare un ulteriore impulso allo stagnante settore immobiliare. Giusto mercoledì 16 settembre la Camera ha approvato il Decreto Legge Imu (settimana prossima lo farà anche il Senato), risalente ad alcune settimane addietro e contenente anche le norme relative al rifinanziamento del Fondo Di Garanzia per Mutui Agevolati, di cui vediamo in questo articolo i requisiti di accesso in quanto sono stati in parte modificati rispetto l'originale impianto.

Tale Fondo per mutui agevolati a giovani famiglie e precari è stato introdotto nel 2011 dal governo Berlusconi nell'ambito del progetto Diamogli Futuro ma ha stentato a decollare proprio a causa di requisiti di accesso un po' troppo restrittivi, tant'è che il governo Letta ha preso atto di ciò e col Piano Casa li ha un po' allentati.

Ricordiamo che tali mutui agevolati possono essere mutui prima casa a tasso variabile o fisso, che non necessitano di un garante in quanto è lo Stato a garantirli al 50% in caso di insolvenza, che le banche non sono obbligate ad erogarli ma possono farlo se hanno aderito alla convenzione Abi-Governo e che possono comunque domandare la sottoscrizione di una polizza sul rimborso (costano circa 50 euro al mese per un mutuo da 100.000 euro).

Per degli esempi concreti di tali mutui ora sul mercato potete leggere Mutui per giovani dalle banche.

Requisiti di accesso al Fondo di Garanzia per mutui agevolati a giovani e precari

  • giovani coppie con o senza figli, genitori single con figli minori
  • non c'è più l'obbligo di almeno il 50% del reddito derivante da lavoro precario o a tempo determinato, ma si dà comunque precedenza a tali situazioni
  • reddito Isee non inferiore ai 40mila euro annui
  • età massima di 35 anni al momento della stipula del mutuo casa
  • mutuo massimo da 200mila euro a tasso di interesse, fisso o variabile, non superiore al tasso effettivo globale medio sui mutui, pubblicato trimestralmente dal Ministero dell'Economia
  • vale solo per "prima casa", cioè abitazione principale non classificata come immobile di lusso e al massimo di 95mq; i mutuatari non devono essere proprietari di altre abitazioni