Nuove regole sui mutui dall'Unione Europea: nella giornata del 10 settembre l'Europarlamento ha detto sì ad una risoluzione che porterà notevoli cambiamenti nel settore mutui di tutta l'UE, anche se ancora ci vorrà del tempo perché tali novità siano a regime e implementate dai vari Paesi in quanto il via libera al testo legislativo è stato rinviato per domandare al Consiglio Europeo di velocizzare le norme di recepimento delle leggi comunitarie da parte dei singoli Stati. In ogni caso i cambiamenti riguarderanno le informazioni ai clienti, una maggiore protezione dalle oscillazioni dei tassi di interesse dei mutui variabili, meno possibilità di confisca della casa ipotecata a garanzia del finanziamento.

I mutui in tutta l'Unione Europea sono forse, anzi senza forse, uno dei pilastri dell'economia e della finanza in quanto il loro mercato equivale ad oltre il 50% di tutto il Pil, dunque è ovvio che una legislazione a livello comunitario sia necessaria, come però è anche necessario che vi siano maggiori tutele per i cittadini, i professionisti, le imprese, che richiedono mutui per acquistare casa ma anche uffici, pertinenze, terreni. Se pensiamo inoltre che negli Stati Uniti la grande crisi cominciata nel 2007/08 e che ancora oggi ci stiamo portando dietro è cominciata proprio coi derivati sui mutui subprime, sapere che anche questo fattore verrà toccato (si spera positivamente) dalle nuove normative è comunque un elemento che riteniamo positivo.

Ma principalmente il settore mutui in Europa vedrà dei cambiamenti soprattutto per quel che riguarda le informazioni date ai clienti al momento della stipula del contratto, o anche solo della fase preliminare della domanda: le banche dovranno fornire moduli standard per illustrare nel dettaglio i rischi del mutuo, i suoi costi totali, le possibili variazioni dei tassi di interesse; importante l'introduzione dell'obbligo del "periodo di riflessione" di una settimana tra la fornitura delle informative tramite il prospetto e la firma del contratto di mutuo.

La banca dovrà in ogni caso rilasciare un mutuo che non sia "over" rispetto alle reali condizioni economico-lavorative del cliente, anche in previsione futura (cosa un po' difficile e che richiederà per forza un check-up finanziario), pur con la possibilità di un certa elasticità in base al rapporto fiduciario già stabilito col cliente.

In Italia è già così per la Legge Bersani, ma l'Europa vuole sancire la fine definitiva delle penali per rimborso anticipato.

Il pignoramento dell'immobile ipotecato a garanzia del mutuo dovrà diventare davvero l'ultima ratio in caso di problemi col pagamento della rata: forse un po' utopicamente è anche previsto che si trovi una nuova soluzione abitativa al mutuatario che perde la casa (chi dovrebbe accollarsi tale onere?).