Vediamo gli aggiornamenti sui tassi di interesse dei mutui, visto che recentemente la BCE ha confermato il costo del denaro allo 0,50%, notizia positiva per chi ha un mutuo a tasso variabile; invece per chi ha un mutuo a tasso fisso si segnala che l'Eurirs è in crescita e le previsioni parlano di ulteriori rialzi. Come già diciamo da alcuni mesi, lo spread bancario rimane alto e rende i mutui in Italia meno convenienti di quanto potrebbero essere.

Ma andiamo con ordine e facciamo il punto per quel che riguarda i mutui a tasso variabile: le previsioni sui tassi di interesse sono in questo caso abbastanza facili, visto che la BCE terrà basso il costo del denaro ancora per molto tempo, come ha recentemente dichiarato Mario Draghi, presidente dell'Eurotower.

Con il costo del denaro allo 0,50% si ha ovviamente che i mutui variabili a tasso BCE avranno la componente della quota interessi legata a questo parametro che appunto resta ancorata a tale livello, minimo storico e tra l'altro con possibilità di discesa ulteriore; anche i mutui a tasso variabile Euribor, i più diffusi, finché il costo del denaro verrà mantenuto così basso per cercare di stimolare l'economia europea avranno la parte della quota interessi dipendente da questo indice che rimane bassa: l'Euribor non è legato direttamente al tasso BCE ma ne è fortemente influenzato e in questo periodo è intorno allo 0,50%-0,12%, nelle sue diverse versioni, e le previsioni sui tassi di interesse dei mutui variabili degli analisti indicano che rimarrà molto basso ancora per un paio di anni almeno.

Diverso il discorso per i mutui a tasso fisso, parametrati all'indice Eurirs nelle sue varie durate: per quanto siano comunque anch'esso a livelli che si possono dire di tranquillità e convenienza, in questo 2013 si sta registrando una ripresa verso l'alto e da aprile ad luglio c'è stata una crescita media dello 0,50% per le varie durate dell'Eurirs, che attualmente si attesta da un minimo di 1,10% per l'indice a 10 anni e ad un massimo di circa il 2,50% per quello a 30 anni; le previsioni sugli interessi dei mutui a tasso fisso sono tutte orientate ad altri rialzi nel 2013, rendendo così tali finanziamenti ancora meno convenienti rispetto ai variabili.

Quanto scritto finora, lo abbiamo specificato, è relativo alla parte della quota interessi dei mutui che dipende dagli indici e dai parametri europei: come dovreste sapere, una buona parte di tale quota interessi dipende invece dallo spread bancario, cioè il ricarico che le banche fanno per avere un guadagno sul mutuo.

Attualmente lo spread è senz'altro la componente maggioritaria dei tassi di interesse dei mutui, visto che per i mutui a tasso variabile si aggira tra il 3% ed il 4% (più alto per i mutui a tasso variabile con cap), mentre per i mutui a tasso fisso il massimo ora in circolazione è di circa il 3%; dunque abbiamo che le migliori offerte di mutui a tasso variabile sul mercato sono su un taeg (tasso di interesse effettivo globale, cioè il tasso totale del mutuo) del 3%/3,20%, mentre le migliori offerte di mutui a tasso fisso hanno taeg intorno al 5,5%.