Il mercato immobiliare in Italia continua la sua corsa verso il basso, evidente segno che la crisi economica ancora è lontana dal terminare: se il 2012 è stato un anno terribile visto che la compravendita di immobili è crollata di circa un quarto rispetto all'anno precedente, le stime per questo 2013 indicano un probabile saldo negativo del 6% rispetto ai dati dello scorso anno; di conseguenza anche l'erogazione di mutui risulta in una continua fase calante ed i prezzi delle case che perdono il 5% abbondante (e le stime per il 2014 ed il 2015 non sono positive).

Questi i dati dell'Osservatorio sul mercato immobiliare che periodicamente viene redatto dagli analisti di Nomisma, che nel loro report scrivono che "Si confermano fosche le percezioni degli operatori riguardo l'andamento del mercato residenziale nei prossimi sei mesi".

Nomisma ha anche intervistato diversi operatore del settore immobiliare e le sensazioni per il prossimo periodo sono decisamente negative: oltre il 50% degli intervistati ritiene che le compravendite di immobili continueranno a diminuire e circa il 70% vede anche in ulteriore discesa gli stessi prezzi delle case; solo gli affitti, i canoni di locazione, sono visti con più positività (è quasi automatico che se si fanno meno mutui per acquisto casa il mercato degli immobili ad uso abitativo in affitto cresce), ma "Non è possibile -si legge nel rapporto Nomisma- parlare di una vera e propria ripresa vista l'incertezza e la precarietà del quadro macroeconomico".

I dati del mercato immobiliare, se analizzati più ad ampio raggio, cioè tra il 2006 ed il 2012, mostrano come la situazione sia davvero grave e come la crisi abbia segnato pesantemente il settore della compravendita di case: si è passati da 870.000 unità abitative passate di proprietà nel 2006 alla metà esatta, 444.000, nel 2012, e la risalita non è ipotizzata prima del 2014/15, ovviamente molto lenta; i prezzi continueranno comunque a scendere e, infine, i tempi di acquisto si sono decisamente allungati.

Tuttavia, sempre secondo i dati di Nomisma, ci sarebbero quasi un milione di famiglie italiane che sarebbero disposte ad accendere un mutuo acquisto casa, solo che ovviamente l'accesso al credito da parte delle banche è, come sappiamo, reso difficile per una serie di fattori dovuti proprio alla crisi e alle garanzie che i clienti possono ora offrire, ritenute non sufficienti a causa delle incertezze economico-lavorative ma anche della situazione stessa del mercato immobiliare.