Nel "decreto del fare" il capitolo più importante trattato dal Governo riguarda l'impignorabilità della prima casa da parte di Equitalia, una buona notizia per chi è già oppresso dal peso del mutuo. Il decreto prevede inoltre un taglio significativo delle azioni che Equitalia, l'ente di riscossione più discusso, potrà attuare nei confronti dei contribuenti insolventi.

Salva la prima casa che resta impignorabile, soprattutto se l'immobile è adibito ad uso abitativo del debitore moroso e questo rappresenta per lui l'unica proprietà immobiliare, sale da 20 mila a 120 mila euro l'importo di insolvenza sopra il quale è possibile pignorare casa. Restano escluse tutte le abitazioni di lusso a cui appartengono le categorie catastali A/1 A/8 e A/9.

Altra novità importante è la possibilità di rateizzare i debiti tributari offerta ai contribuenti in affanno nel saldo dei propri debiti col Fisco, per i cittadini morosi privi di liquidità sarà possibile infatti prolungare la rateizzazione dalle 72 rate attuali alle 120 rate. Si potrà continuare a pagare a rate ben oltre il mancato pagamento di due rate consecutive, il nuovo limite è fissato al mancato pagamento di 8 rate anche non consecutive, comunque una bella boccata d'ossigeno rispetto alla normativa precedente.

Inoltre il limite di un quinto alla pignorabilità viene esteso anche alle aziende, affinché non vengano toccati i macchinari con i quali le aziende producono, e la vendita all'asta dei beni pignorati, che comunque restano nelle mani del debitore, non può avvenire prima di 300 giorni. L'obiettivo prioritario del Governo è quello di non compromettere i beni funzionali all'attività produttiva.

Eliminato inoltre l'aggio, il surplus pari a circa l'8% dato come premio per la riscossione ad Equitalia, sono previsti solo i rimborsi dei costi fissi.

Il provvedimento mira a rendere più flessibile il rapporto tra il contribuente ed Equitalia, tenendo in maggiore considerazione il cittadino. Lo scopo resta quello di combattere l'evasione fiscale ma senza utilizzare un atteggiamento eccessivamente punitivo.