Comprare casa e metter su famiglia? Un'utopia per i giovani in questi tempi di crisi. Secondo il portale immobiliare Casa.it sono pochissimi i giovani sotto i 30 anni che riescono ad ottenere mutui per acquistare la casa. Ma di chi è la colpa: delle banche troppo esigenti o dei contratti di lavoro che non garantiscono sicurezze e abbandonano alla precarietà?

Come detto il sito internet Casa.it ha effettuato una ricerca statistica sulle richieste dei mutui casa fatta pervenire alle banche: solo il 20% dei potenziali beneficiari ha un'età compresa fra i 25 e i 30 anni mentre per un target fra i 18 e i 25 anni si scende al 7%.

Una rappresentazione sociale inquietante che spegne le speranze di quei giovani che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro e ambiscono a costruire un nido familiare con il proprio compagno/a.

Con dei contratti atipici e a tempo determinato, come sono in voga ultimamente, è molto difficile ottenere un mutuo e pensare di lasciare la casa dei genitori per "mettersi in proprio". E intanto risuona l'eco di quell'epiteto "Bamboccioni" pronunciato qualche tempo fa, che (benché provenisse da un'illustre personalità dell'economia italiana) fa capire quanto sia distante la dimensione politica da quella dei cittadini.

Nonostante la difficoltà nell'ottenere un mutuo, la scelta di comprare casa vince ancora su quella dell'affitto (sempre secondo il sito Casa.it) e un italiano su tre desidera investire sul mattone, oltre che per sé stesso, anche per i propri figli.

E il problema è proprio questo: la proprietà della casa è una sicurezza economica, un investimento che dà fiducia per il futuro e permette ulteriori investimenti che fanno "girare l'economia". L'impressione generale quindi è che si uscirà definitivamente dalla crisi economica, solo quando si uscirà dalla crisi immobiliare.