Il Decreto del Fare del governo Letta ha preso di mira anche i mutui, nello specifico ha preso in considerazione il problema della possibilità che un bene immobile venga soggetto a pignoramento da parte del creditore in caso di mancata restituzione del debito contratto. Il Decreto del Fare prevede infatti che se il creditore è Equitalia il bene immobile non possa essere pignorato.

Ovviamente ci sono dei requisiti ben precisi affinché il pignoramento non possa essere messo in atto. Il bene immobile in questione infatti deve essere l'unico bene di proprietà di colui che ha contratto il debito e deve essere stato adibito ad abitazione principale. Ovviamente non deve neanche trattarsi di una casa di lusso, di un castello oppure di una villa. Le seconde case e i beni immobili di lusso potranno invece essere soggetti a pignoramento da parte di Equitalia, se e solo se però il debito che è stato contratto è superiore a 120mila euro.

Il valore del debito è stato aumentato davvero molto, pensate che prima infatti era possibile richiedere il pignoramento del bene immobile per valori al di sopra dei 20mila euro soltanto. Vi ricordiamo infine che il Decreto del Fare del governo Letta prevede un tempo minimo di sei mesi tra l'iscrizione dell'ipoteca e la possibilità da parte di Equitalia di passare all'esproprio effettivo.

Come abbiamo prima affermato il Decreto del Fare si riferisce solo ed esclusivamente ai casi in cui il creditore è Equitalia, questo significa che le banche mantengono inalterato invece il loro potere di richiedere l'esproprio di un bene immobile di qualunque tipologia, anche quindi di una casa principale. La banca deve attendere però che vi sia stato un ritardo nel pagamento delle rate del mutuo di almeno 7 volte, non necessariamente consecutive, prima di poter procedere alla risoluzione del contratto.

Vi ricordiamo infine che il Decreto del Fare del governo Letta ha apportato anche molte altre novità che possono rendere, per le famiglie italiane in crisi, molto più semplice ripagare il debito che hanno contratto. Le famiglie infatti avranno cinque mesi di tempo prima del decadimento delle dilazioni e non perderanno l'opportunità di ricorrere alla rateizzazione se non dopo otto rate mensili non pagate. Vi ricordiamo inoltre che la rateizzazione potrà ottenere un aumento pari addirittura a 120 rati mensili.