Non c'è che dire il settore immobiliare è una di quelle nicchie di mercato che maggiormente hanno risentito della crisi e che tutt'ora sta vivendo momenti tutt'altro che rosei, per una serie di motivi sia collegati alla propensione all'acquisto dei cittadini, caratterizzata da poca fiducia nel futuro, all'eccessiva imposizione fiscale e a fattori "tecnici" ricollegabili maggiormente al settore mutui ma anche alla lotta contro l'evasione fiscale che ha dato luogo al redditometro, strumento che mette paura anche agli onesti e che in una situazione di forte contrazione dei consumi (come ha ricordato Confcommercio sul mese di marzo) certamente non andrebbe attivato.

Partiamo proprio da qui, dal redditometro, questo nuovo metodo induttivo pensato dall'Agenzia delle Entrate per stanare i furbetti del fisco; il suo funzionamento, in poche parole, tiene conto della differenza tra reddito percepito e spese sostenute nell'anno ed ovviamente un acquisto come quello della casa può facilmente cadere sotto l'occhio attento dei controllori; da qui una possibile e plausibile inibizione dei potenziali acquirenti, non solo di abitazioni ma anche di tutto il resto.

Lo strumento dovrebbe essere attivato in forma semplificata proprio in questo mese di maggio 2013, ma ricordiamo che proprio nell'ambito della sua, pare, imminente attivazione, il direttore Befera abbia recentemente tranquillizzato un pò tutti dicendo che lo strumento servirà solo per scoprire l'evasione spudorata; comunque sia secondo molti attivare un meccanismo del genere in un momento di recessione e di contrazione dei consumi, equivale a puntarsi una pistola alla tempia.

Poi è la volta dell'Imu primo imputato, secondo molti, del crollo immobiliare e protagonista incontrastato della recente campagna elettorale, tutti lo vogliono eliminare ma nessuno parla mai di copertura finanziaria e cioè da dove si prenderanno i soldi che verrebero a mancare ai comuni; forse sarebbe il caso di applicare questa imposizione tenendo conto di alcuni fattori tra i quali quota di reale proprietà della casa, reddito del contribuente e reale valore commerciale del bene.

Infine ma non meno importante è il settore mutui che pure si è dimezzato nel 2012 rispetto al 2011 e che per il momento non accenna a vedere miglioramenti in termini sopratutto di possibilità d'accesso al credito per quelle persone che di contanti da anticipare e garanzie aggiuntive proprio non ne hanno.

Che dire sulle previsioni del 2013, c'è già qualcuno che parla di piccola ripresa e miglioramenti in vista, ma la realtà è che quando questo governo "s'incepperà", e torneremo nella medesima situazione di stallo politico vissuta fino a pochi giorni fa, l'Europa ricomincerà a guardarci male e probabilmente torneranno le tensioni sui mercati con le conseguenze che ben conosciamo.