Il Rapporto Cresme mette a disposizione degli operatori una visione d'insieme del mercato mondiale, di quello europeo e un'approfondita descrizione del mercato italiano delle costruzioni. Grazie ai modelli interpretativi e ai dati forniti è un punto di riferimento per riflettere sulle dinamiche settoriali e programmare le attività delle imprese e dei decisori pubblici.

Il diciannovesimo Rapporto Congiunturale e Previsionale Cresme, evidenzia che la crescita mondiale rallenta, vi è difficoltà nelle economie industrializzate, le prospettive economiche deprimono gli investimenti e l'incertezza attanaglia il lavoro nel mercato delle costruzioni. Il mercato delle costruzioni in Europa vale 1.500 mld di euro nel 2011, il 10% del PIL europeo. Lo scenario economico in Italia delle costruzioni fa registrare un incremento d'impianti FER, crescita della riqualificazione, crollo della costruzione tradizionale e aumentano gli investimenti in impianti per le Fonti Energetiche Rinnovabili.

Focus tematici trattati nel rapporto sono: l'energia e costruzioni fra rinnovabili ed efficienza energetica del patrimonio esistente; programmazione delle infrastrutture e poche risorse pubbliche; le potenzialità di mercato dell'housing sociale 2012-2014. Il resto del Rapporto è articolato nei capitoli riguardanti lo scenario mondiale dell'economia 2011-2013; gli investimenti in costruzioni nel mondo per macro-area; le dinamiche settoriali; i mercati locali; le grandi imprese di costruzione nel mondo; le costruzioni in Europa e Italia; il mercato immobiliare. Nel rapporto si parla anche del mercato dei contratti pubblici di lavori e servizi, nuovi mercati e mercati tradizionali, il mercato dell'appalto integrato, il mercato del leasing immobiliare in costruendo, il mercato della manutenzione e gestione, il mercato della sola esecuzione.

Le previsioni del Cresme descrivono per il settore delle costruzioni che il 2012 ha rappresentato il sesto anno di flessione dal 2007 del mercato delle costruzioni tradizionali e l'avvio di ripresa ci sarà solo nel corso del 2013. Sullo scenario 2013-2015 incidono l'Expo2015, l'avvio di grandi opere autostradali e l'attesa ripresa del settore non residenziale. Sono da verificare gli esiti sul mercato delle politiche restrittive in materia di riduzione dagli incentivi anche nel caso del 55% e del 36%.

E' positiva la riqualificazione residenziale che spinge le famiglie più che a cercare un nuovo alloggio a ristrutturare quello abitato, anche per l'età del patrimonio edilizio che mostra sempre più esigenze di manutenzione. Nelle previsioni in oggetto il comparto residenziale di nuova produzione tornerà a crescere dal 2014 dato che gli effetti dell'incertezza nel Paese si sono fatti sentire rapidamente e negativamente sul mercato immobiliare. La crisi economica ha depotenziato la domanda di nuovo e di ampliamento mentre un ambito di diversificazione per l'investimento del settore produttivo è stato rappresentato dalle fonti rinnovabili stimolate dagli incentivi.

Il comparto delle opere pubbliche registra una fase di "slittamento" anche per le grandi opere sopra i 100 milioni di euro. Le attese sono di una ripartenza modesta nel 2013 grazie a opere in Partenariato Pubblico e Privato (PPP) nel settore autostradale e per le opere ferroviarie, mentre si conferma l'estrema debolezza del comparto delle piccole opere pubbliche di sola esecuzione.