Come già ventilato nelle settimane passate la Banca Centrale Europea ha deciso di tagliare ulteriormente il costo del denaro, ovvero il tasso di interesse a cui presta alle banche la liquidità che stampa: il presidente Mario Draghi ha annunciato il taglio di un quarto di punto, facendo scendere da 0,75% a 0,50% questo importante parametro che influenza soprattutto i tassi di interesse passivi dei mutui e secondariamente dei prestiti, ed anche gli interessi attivi, i rendimenti, dei conti deposito.

Nel discorso di Mario Draghi non c'è però stato alcun accenno a misure strutturali atte a favorire una ripresa del credito alle piccole e medie imprese ed alle famiglie, che come si sa è in questo periodo di crisi fortemente in contrazione; ma vediamo adesso quali effetti avrà il taglio del costo del denaro su tre importanti prodotti che riguardano le famiglie ed i consumatori in genere, ovvero sui mutui, i prestiti ed i conti deposito.

Per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile questa riduzione dei tassi di interesse di riferimento europei non può che essere una notizia positiva: per i mutui variabili indicizzati al tasso BCE, cioè proprio al costo del denaro, l'effetto è chiaro ed evidente; invece per quel che riguarda i ben più numerosi mutui variabili indicizzati all'Euribor (parametro che riguarda il tasso di interesse con cui le principali banche europee si prestano denaro tra di loro) occorre fare qualche calcolo, ma anche qui le riduzioni della rata sono certe.

L'Euribor 1 mese e l'Euribor 3 mesi sono già a livelli minimi da tempo e difficilmente scenderanno ancora in maniera sensibile, anche perché questo taglio del costo del denaro era già previsto e quindi ha già avuto parzialmente effetto, comunque si prevedono riduzioni della rata anche superiori ai 15 euro al mese. Ovviamente saranno ancora più convenienti i mutui a tasso variabile accesi ora.

Per quel che riguarda invece i prestiti per credito al consumo, questo abbassamento dei tassi di interesse deciso dalla BCE avrà ben pochi effetti: infatti si tratta in genere di finanziamenti a tasso fisso che ben poco sono influenzati dal costo del denaro, anzi negli ultimi anni sono addirittura divenuti più cari nonostante il continuo abbassamento di tale parametro.

Per quel che riguarda i conti deposito purtroppo si prevedono delle remunerazioni più basse: d'altra parte i tassi di interesse hanno già fatto segnare alcuni ribassi nelle ultime settimane a causa della discesa dello spread Btp-Bund.