È la crisi a dettare il nuovo standard della case dell'italiano medio. Fortemente colpito in questi ultimi anni, prima dalla crisi del credito e poi da quella della domanda, il mercato immobiliare è più che mai statico in una situazione di banche che non concedono mutui e la crescente diminuzione del potere d'acquisto della popolazione.

Sono pochi coloro che si possono permettere un mutuo e, fra questi, la maggioranza ha optato per case meno costose, facendo ricadere la scelta su immobili a più bassa metratura. Una recente indagine di immobiliare.it ha mostrato come gli italiani sono sempre più diretti su case più piccole: a Milano, per esempio, l'acquisto medio di un'immobile nel 2007 aveva una metratura di 87 mq, mente nel 2013 la metratura si è ridotta a 76 mq, circa il 14% in meno. A Roma invece, si è passati dai 91 mq del 2007 ai 75 mq del 2013, una riduzione ancora più marcata.

Anche Carlo Giordano, Amministratore Delegato di immobiliare.it, conferma che a incidere su questo trend ci sono sia la crisi della domanda, sia un mercato creditizio non proprio florido. Giordano afferma, inoltre, che la recente riduzione delle planimetrie è dovuta a una crescente razionalizzazione degli spazi operata soprattutto negli immobili di nuova costruzione.

Anche le agenzie immobiliari si sono adattate a questo meccanismo, infatti, pur di vendere case a buon mercato (miglior rapporto €/mq), preferiscono vendere metrature più basse cercando di non abbassare i prezzi, un comportamento che "costringe" gli acquirenti a preferire un determinato tipo di metratura, vendibile in un periodo di crisi come quello attuale. Facendo un'ipotesi di previsioni, sulla base di questo tipo di domanda, le prossime case vendibili "a buon mercato" saranno sempre più quelle a metratura più grande, dato dall'esaurimento delle metrature medio-piccole.