Quante volte vi siete posti la domanda, conviene di più un mutuo a tasso fisso o variabile? Il tasso fisso o variabile va a gravare in modo differente sulle rate mensili, quindi ecco alcuni suggerimenti utili per capire quale tipo di tasso fa al caso vostro.

Tra i fattori da tenere in considerazione per un mutuo vi sono: posizione lavorativa, cioè che tipo di contratto e di lavoro si possiede; posizione finanziaria, poiché occorre calcolare quanto mensilmente si può versare per la rata del mutuo; denaro indispensabile per le spese iniziali del mutuo, burocratiche e notarili. Con un mutuo a tasso fisso le rate sono molto più alte, ma non si rischiano ipotetici aumenti nei tassi di interesse. Con un mutuo a tasso variabile si risparmia momentaneamente, ma si rischiano sgradevoli sorprese future.

Qualora si presentasse l'occasione di riuscire ad avere un mutuo con un tasso fisso del 5% non sarebbe da sottovalutare, ma se il tasso fisso supera il 5% non è il caso di prenderlo in considerazione; da tenere presente la validità dell'Euribor attuale, che condizionerà le rate di un mutuo a tasso variabile, facendole aumentare o calare, ma non avrà nessun tipo di valenza sul mutuo a tasso fisso.

Il mutuo a tasso variabile cambia in funzione al tasso Euribor, ma il mutuo a tasso variabile con CAP cambia esattamente come il primo, con l'unica differenza di avere un tasso limite, che per tutta la durata del mutuo non può essere oltrepassato.

Sono in crescita le persone che optano per un tasso misto, le agevolazioni per questo tipo di tasso sono palesi: ci si garantisce per i primi anni un tasso variabile, con la probabilità di procedere dopo un po' di tempo con il tasso fisso. L'aumento di persone che decidono per un mutuo a tasso misto, documenta che gli italiani non accettano in modo passivo le proposte delle banche, ma se reputano che l'affare sia di loro interesse, allora sono pronti a delle scelte anche più complicate del consueto.

L'esperto Roberto Anedda dichiara che sempre più persone si indirizzano a un mutuo a tasso variabile: un buon 70% contro il 20% che scelgono un mutuo a tasso fisso. Secondo Roberto Anedda potrebbe essere utile aspettare il 2014, poiché probabilmente i tassi d'interesse saranno più bassi e potranno essere paragonati a quelli degli altri paesi europei.