A due anni dall'attivazione del Fondo per l'acquisto della prima casa in favore delle giovani coppie di età inferiore a 35 anni, istituito dal Ministero delle politiche sociali per favorire l'accesso al credito a condizioni agevolate, sono solamente un centinaio fino ad oggi i mutui erogati dalle banche italiane grazie all'ausilio del fondo.

A rivelare l'inefficacia del Fondo per l'acquisto della prima casa è il Sole 24 Ore sulla base dei dati forniti da Consap, società del Tesoro che gestisce il fondo. La dotazione complessiva del fondo è di 50 milioni di euro e allo stato attuale risulta impiegata una somma pari all'incirca a 1,7 milioni, a fronte di 96 mutui erogati dalle banche. L'autore del pezzo sul quotidiano nazionale pone giustamente un interrogativo che attende una risposta: per quale ragione sino ad oggi il numero dei mutui erogati risulta essere così basso?

A nostro giudizio, la risposta è più semplice di quanto si possa pensare: la garanzia offerta dal fondo che copre il 50% della quota capitale esclusi gli interessi e fino a un massimo di 75 mila euro e ciò relativamente a mutui di importo non superiore ai 200 mila euro, non è sufficiente a stimolare le banche ad erogare le somme. In altre parole rispetto alla residua porzione del prestito non garantita dal fondo (fino a 125 mila euro di capitale, a cui vanno aggiunti gli interessi complessivi sulla somma erogata, rispetto ai quali il fondo non è operativo) le giovani coppie non sono in grado di fornire idonee garanzie. Del resto il requisito di accesso riguardante il reddito ISEE ci dice che il beneficio è concesso a soggetti con reddito inferiore ai 35 mila euro.

Con ampia probabilità, comprovata dai dati sulla situazione economica delle famiglie italiane, il 55% delle quali versa sulla soglia di povertà, il reddito della maggior parte dei soggetti che hanno presentato domanda di accesso al Fondo è ben inferiore al limite massimo fissato per legge. Ciò vuol dire che non soltanto il Fondo ha funzionato poco, ma ha funzionato persino male: perché è probabile che siano state agevolate quelle coppie che avendo un reddito più vicino alla soglia massima prevista, hanno potuto usufruire dell'agevolazione, potendo prestare le garanzie residue, mentre paradossalmente coloro che ne avevano maggior bisogno, avendo una base di reddito ben inferiore al limite massimo, vi hanno avuto accesso solo formale, ricevendo poi dalle banche una risposta negativa sulla domanda presentata.

Il Fondo è dunque inefficace perché la situazione di chi dovrebbe trarne vantaggio è ben al di sotto delle più rosee aspettative ipotizzate in sede ministeriale. La garanzia aggiuntiva offerta dall'accesso al fondo non è perciò sufficiente a coprire il disavanzo finanziario delle giovani coppie.

Va aggiunto che per il 2013 la soglia massima del reddito ISEE è stata innalzata a 40 mila euro, il che finirà con l'incrementare l'effetto perverso e sperequativo segnalato. Opportuno sarebbe stato invece un abbassamento della soglia e un incremento delle garanzie offerte dal fondo al di sopra della copertura massima di 75 mila euro attualmente prevista.