Il Codacons, l'associazione dei consumatori, torna a denunciare lo strapotere delle banche che non solo hanno stretto i cordoni concedendo sempre meno finanziamenti a imprese e famiglie ma sono anche accusate di applicare gli spread ai limiti dell'usura.

Le compravendite sono bloccate ormai da mesi e la ripresa del mercato immobiliare pare ancora lontana, le cause sono diverse: sebbene aumenti l'offerta, i proprietari vessati dalle tasse, specie dall'Imu, vorrebbero vendere le seconde case non considerate più un investimento, ma un peso gravoso da sostenere, la domanda non cresce proporzionalmente, infatti è difficile trovare clienti disposti ad acquistarle. O meglio le famiglie interessate, soprattutto dai prezzi più bassi offerti dai proprietari che sono disposti ad abbassare la richiesta iniziale dell'immobile pur di sbarazzarsene, non riescono ad ottenere un mutuo dalla banca.

I potenziali acquirenti non hanno le credenziali ricercate dagli istituti di credito, le banche vogliono sempre più garanzie, hanno alzato gli spread, richiedono una maggiore capacità di investimento iniziale e hanno mutato il rapporto rata-reddito.

Prima della crisi il mutuo poteva coprire fino all'80% dell'immobile, oggi le banche elargiscono mutui solo a coloro che hanno bisogno di una copertura massima pari al 60% del valore dell'abitazione. Se prima il rapporto rata/reddito non superava il 30% oggi viene richiesto un rapporto rata/reddito del 25%, quindi si deve avere un reddito 4 volte superiore alla rata richiesta. Inoltre gli Spread sono superiori al 3% rendendo insostenibili i mutui, specie nel lungo periodo.

Periodo nero per i venditori che hanno due sole alternative: o abbassare ulteriormente i prezzi o temporeggiare, se possibile, e vendere in futuro confidando in tempi migliori. Ecco spiegato il motivo del perché risulta maggiore il crollo delle compravendite rispetto al già considerevole calo dei prezzi.

Per il Codacons la soluzione sarebbe l'intervento immediato del Governo sulla diminuzione dell'Imu e una revisione imminente del sistema bancario affinché possano venire meno i mutui ai limiti dell'usura.