Sono sempre di più le persone anziane e le famiglie in difficoltà che optano per le alternative alla compravendita tradizionale, resa ormai sempre più inaccessibile dai contratti di lavoro precari che rendono difficoltoso l'accesso al mercato dei mutui. Dall'acquisto con riscatto all'acquisto programmato fino all'attuale boom delle vendite della nuda proprietà.

Un'analisi effettuata dallo Spi-Cgil sull'andamento del mercato immobiliare mostra come specie nelle grandi città vi sia stato un incremento esponenziale degli anziani che hanno optato per questa alternativa di compravendita; ben 80 mila gli anziani che per ottenere liquidità immediata a fronte della sicurezza di poter risiedere nella propria abitazione hanno venduto la nuda proprietà. Per molti pensionati questa è stata l'unica alternativa per sopravvivere alla pensioni sempre più basse paragonate all'aumento dei prezzi, altri invece lo hanno fatto per aiutare, ancora in vita, figli e nipoti con grosse ristrettezze economiche.

L'età media delle persone che si rivolgono all'agenzia per vendere la nuda proprietà si aggira mediamente sui 70 anni, per molti questa modalità di vendita rappresenta un ammortizzatore sociale, sebbene il prezzo guadagnato, rispetto a quello di mercato, sia inferiore del 30%. Purtroppo però dai dati emergono come non siano più solo gli anziani a vendere la nuda proprietà ma anche molte coppie giovani che non riescono più a pagare le rate del mutuo. In questo caso si tratta della nuda proprietà a termine, si stabilisce un tempo determinato di usufrutto da parte del venditore, che oscilla mediamente dai 5 ai 10 anni. Nel primo caso si acquista la casa al 70% del suo valore, nel secondo caso al 50%, nonostante la svalutazione dell'immobile, per il venditore è, il più delle volte, l'unico modo per evitare il pignoramento data l'insolvenza nei pagamenti.

Il vantaggio è ovviamente a favore dell'acquirente, che sebbene debba aspettare per divenire proprietario di casa, può concludere un buon affare. I prezzi si ricavano dalle tabelle del Ministero degli Interni che ha stabilito il valore dell'usufrutto. Una casa, ad esempio, venduta da un 70-72 enne vale il 60% del valore di mercato, ed in più, è facile ottenere, vista la fretta determinata dalle difficoltà economica del venditore, un ulteriore sconto del 15-30% in sede di trattativa.