Di norma sono gli over 65 a "spogliare" l'immobile della proprietà, conservando il diritto di godimento del bene vita natural durante. Si tratta normalmente di anziani che non hanno forti legami con la parentela, e che, per garantirsi un'anzianità serena, almeno dal punto di vista finanziario, decidono in questo modo di reperire liquidità. Gli acquirenti sono in genere giovani che intendono risparmiare sull'acquisto della casa, garantendosi il diritto di abitarla in un futuro non troppo remoto (con i dovuti scongiuri da parte dell'usufruttuario).

Chi paga l'Imu e tutte le tasse connesse alla conduzione dell'immobile è l'usufruttuario, mentre la dichiarazione dei redditi, e quindi il pagamento dell'Irpef, spetta al nudo proprietario.

Con la crisi muta il carattere della vendita. In particolare al nord e nelle grandi città sono sempre più i giovani a vendere la nuda proprietà con scadenza a cinque o dieci anni. Il valore della nuda proprietà oscilla tra il 50 e il 70% del valore della piena proprietà, ma, in questo caso, dovrà tenersi conto anche del fattore "tempo": più è ravvicinata la scadenza e maggiore sarà il valore.

Ad esempio, facendo riferimento alle normali tabelle per il calcolo della nuda proprietà e considerando l'aspettativa di vita media intorno agli ottantacinque anni(dati Istat), per calcolare il valore commerciale di una nuda proprietà a dieci anni, si dovrà scalare la durata dall'aspettativa di vita, e quindi considerare il valore corrispondente a settantacinque anni.